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Consultazione 2015/56: Panoramica sulla promozione dello sport da parte della Confederazione · 48 pagine

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dove soprattutto i ragazzi con passato nella migrazione sono particolarmente numerosi.

L’integrazione è un processo che riguarda l’intera società e deve quindi essere sostenuta in modo attivo anche nello sport. Come esempio di integrazione riuscita si cita continuamente la nazionale U17 dell’Associazione svizzera di football ASF: giovani con radici in 12 paesi di 3 continenti nel 2009 hanno vinto in Nigeria il titolo di campioni del mondo di categoria. In questa categoria la Svizzera batte quindi paesi tradizionalmente forti come Inghilterra, Italia o Germania. Già si è detto del significato delle radici migratorie dei membri dell’attuale nazionale maggiore dell’ASF.

L’integrazione nello sport e tramite lo sport va sostenuta anche nello sport popolare. Specialisti di diversi settori dell’UFSPO si occupano di tali questioni. La sensibilizzazione di atleti e funzionari per i bisogni dell’integrazione tramite lo sport è un presupposto essenziale, ma sono necessarie anche offerte strutturate, che considerino le diverse fasi della vita e i diversi gruppi di popolazione. Allo scopo l’UFSPO ha elaborato una guida per le società sportive, con utili suggerimenti sull’argomento.

3.2.3 Le donne nello sport di prestazione

Per convenzione sociale fino ai primi anni del XX secolo la partecipazione delle donne alle competizioni sportive era contestata, sebbene le donne avessero da tempo il diritto di partecipare ai Giochi Olimpici. Nell’ambito del movimento olimpico, il nostro Paese assume un ruolo pionieristico portando la prima olimpionica dei giochi dell’era moderna con Hélène de Pourtalès che si aggiudica la gara di vela ai giochi del 1900 a Parigi. A livello nazionale la federazione femminile di ginnastica organizzava nel 1966 per la prima volta gare vere e proprie, mettendo fine al divieto di competizione fino ad allora in vigore per le donne nella ginnastica.

Anche se già nel 1923 si ha notizia delle attività di una squadra di calcio femminile a Ginevra, passano ancora 50 anni fino alla fondazione nel 1970 di una lega calcio femminile. In questo campo si rivelarono esemplari invece le federazioni degli sport invernali e già nel 1936 si tennero campionati femminili di sci. Negli ultimi decenni a livello internazionale le atlete svizzere sono riuscite a imporsi soprattutto nello sci alpino, mentre in altri sport i successi internazionali non erano così frequenti ed erano ottenuti sempre dalle stesse atlete, particolarmente dotate.

La parità fra ragazze e ragazzi nella ginnastica scolastica è stata realizzata solo nel 1972 con la legge federale sulla promozione della ginnastica e dello sport. Attualmente la quota di ragazze nei corsi G+S è del 35% circa. Nel campo del sostegno G+S delle giovani leve le donne sono rappresentante con circa un terzo. Per quel che attiene all’attività sportiva della popolazione migrante, le giovani straniere sono decisamente più inattive delle coetanee svizzere. Di conseguenza nello sport di prestazione svizzero le giovani con radici nella migrazione sono piuttosto rare.

Anche se società e federazioni intraprendono sforzi mirati in questo senso, le donne continuano a essere rappresentate nello sport di prestazione in modo non proporzionale alla loro presenza nella popolazione. Le donne sono chiaramente sotto rappresentate soprattutto ai vertici dello sport svizzero. Dopo un temporaneo miglioramento, dal 2007 la quota di donne in posizioni di responsabilità nelle federazioni sportive stagna a bassi livelli.

3.3 La dimensione economica dello sport di prestazione

3.3.1 L’economia dello sport in Svizzera

L’economia dello sport in Svizzera rappresenta un importante fattore economico. Nel 2011 la cifra d’affari globale ammontava a 20,1 miliardi di franchi, con una creazione di valore lorda