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Consultazione 2015/56: Panoramica sulla promozione dello sport da parte della Confederazione · 48 pagine

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3.1.3 L’etica nello sport di prestazione

Lo sport di prestazione si rifà al motto olimpico «citius, altius, fortius», più veloce, più alto, più forte, che nel confronto internazionale ai massimi livelli si sostanzia poi nella ricerca della perfezione nella prestazione sportiva e nello sforzo fisico. Sottolineata e ingigantita nei resoconti mediatici, la vittoria è ormai la sola cosa che conta; un secondo posto spesso viene visto come una sconfitta e non come un risultato pur sempre ottimo. Lo sport di prestazione richiede il massimo in termini di impegno personale, idealismo e passione.

Lo scopo dello sport di prestazione è migliorare costantemente i risultati ottenuti. Per rivaleggiare in gara è possibile ricorrere a tutti gli ausili che la scienza e la medicina dello sport offrono per riuscire a sfruttare al meglio il proprio potenziale. Una siffatta costellazione apre la strada a manipolazioni e attività proibite e confronta atleti, allenatori e ambiente con le questioni non solo della legalità del loro agire, ma anche della correttezza morale, visto che lo sport continua a basarsi su principi etici. In altre parole si tratta di rispettare oltre alle norme scritte anche tutta una serie di regole non scritte.

Regole non scritte che emanano innanzitutto dal principio della correttezza nello sport: nel Code of Sports Ethics del 1993 il Consiglio d’Europa definisce il Fair Play come un modo di pensare più che un semplice comportamento. Un modo di pensare che mira a eliminare inganno, doping, corruzione, disparità violenza fisica e verbale e molestie sessuali. Per la diffusione e la propagazione dei principi della correttezza sono responsabili le federazioni e le società sportive. Nel 1998 Swiss Olympic ha emanato la Carta etica dello sport che per consentire l’attuazione dello «Spirit of Sports» formula dieci principi per uno sport sano, rispettoso e corretto, vincolanti per tutti gli attori nel campo dello sport. I contributi della Confederazione alle federazioni sportive sono subordinati al rispetto e all’attuazione di questi principi etici.

3.1.4 Abusi nello sport di prestazione

Lo sport di prestazione è uno specchio della società e registra anch’esso un aumento della violenza e dei comportamenti scorretti. Fra le più gravi violazioni del Fair Play e delle regole del gioco si annovera il doping. Le pratiche di questo tipo sono inconciliabili con il senso stesso dello sport, che consiste nel ricercare una prestazione con i soli propri mezzi. Il doping vanifica il principio della pari opportunità, danneggia l’immagine dello sport e non da ultimo comporta gravi rischi per la salute. Nella lotta contro il doping le federazioni dipendono in larga misura dal sostegno dello stato e la legge federale del 2011 sulla promozione dello sport crea i presupposti legali per consentire di punire i colpevoli nell’ambiente che circonda l’atleta che fa ricorso al doping. Lo sviluppo degli ultimi anni porta a pensare che nel campo della lotta contro il doping gli sforzi debbano essere ulteriormente rafforzati.

Con il maggiore significato economico dello sport e degli interessi finanziari che ne conseguono si aprono purtroppo nuovi spazi per corruzione e manipolazione dei risultati nello sport di prestazione. La corruzione e la manipolazione delle partite per favorire scommesse illegali costituiscono insieme al doping e alla violenza minacce particolarmente gravi per lo sport. L’integrità dello sport sui campi di gara può essere garantita solo se anche chi opera dietro le quinte, come federazioni e organizzatori di incontri, mostrano un’integrità particolare. Tali fenomeni negativi hanno carattere sempre più sovranazionale e sono caratterizzati da una complessa rete di collegamenti.

Attualmente a livello nazionale e internazionale si preparano - o si applicano già - numerose misure per la lotta alla corruzione e alle manipolazioni dei risultati nello sport. A livello nazionale il Consiglio federale propone al Parlamento di inasprire le norme penali in materia di corruzione, con l’inclusione nel codice penale del reato di corruzione privata, in modo da consentire in futuro di perseguire e punire tale fattispecie anche nel settore privato, ivi inclusi quindi soggetti come le organizzazioni sportive o quelle senza fini di lucro. Oltre a ciò, nel quadro della riorganizzazione della legislazione sui giochi in denaro, il governo propone che