Rapporto esplicativo
Consultazione 2015/63: Ordinanza concernente la legge sulla formazione continua · 6 pagine
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Indagine conoscitiva concernente l’ordinanza sulla formazione continua
questione e, soprattutto, la necessità di una cooperazione interistituzionale (cfr. art. 15 cpv. 2 LFCo), sembra indicata una promozione attraverso accordi di programma con i Cantoni. Si tratta di uno strumento introdotto nell’ambito della NPC e contemplato dalla legge sui sussidi (art. 20a LSu) che è già stato impiegato con successo per promuovere, ad esempio, l’integrazione degli stranieri.
Come già spiegato nel messaggio concernente la LFCo, le competenze di base degli adulti vengono già promosse attraverso diverse leggi speciali. Gli aiuti finanziari ai Cantoni di cui all’articolo 16 LFCo vanno intesi «a complemento delle misure previste dalla legislazione speciale». Le competenze di base degli adulti definite nella LFCo, in particolare all’articolo 13 capoverso 1 lettera a, presentano strette analogie con i programmi d’integrazione cantonali previsti dalla legislazione sugli stranieri e con le competenze promosse in questo contesto. È ragionevole, pertanto, impostare le modalità di promozione in modo simile.
1.2.3 Principi
Come già accennato, l’articolo 64a Cost. statuisce una competenza legislativa di principio. Questi principi, di regola, non sono direttamente applicabili, per cui devono essere precisati in altri atti normativi federali o cantonali, oppure costituiscono un quadro di riferimento per l’autoregolazione da parte degli attori privati. Il campo d’applicazione materiale della legge sulla formazione continua comprende l’intera formazione non formale, ossia settori molto diversi tra di loro. Sul piano attuativo, pertanto, si tratterà di tenere debitamente conto delle caratteristiche di questi singoli settori. Questo fatto viene postulato tra l’altro all’articolo 2 capoverso 2 LFCo, che conferisce agli organi comuni responsabili del coordinamento della politica universitaria il compito di concretizzare per il campo universitario i principi della LFCo.
Per questa concretizzazione dei principi sono ipotizzabili diverse misure.
Mentre l’attuazione del principio di qualità e eventuali prescrizioni sulla presentazione dei contenuti formativi (cfr. art. 6 cpv. 3 LFCo) figurano tipicamente tra i compiti degli operatori privati, l’articolo 7 postula un mandato legislativo per Confederazione e Cantoni. Nella loro legislazione in materia di formazione, infatti, essi devono assicurare procedure trasparenti per la convalida della formazione continua e della formazione informale ai fini della formazione formale. Sia per la formazione professionale sia per la formazione professionale superiore queste disposizioni esistono già (cfr. p. es. art. 4 LFPr3).
Anche quanto al principio sulla concorrenza (art. 9 LFCo) le responsabilità e le basi legali sono diverse. In presenza di offerte formative presumibilmente distorsive della concorrenza può essere interposto ricorso presso l’autorità di vigilanza competente, ossia quella prevista nelle basi legali del relativo istituto di diritto pubblico.
1.2.4 Statistica e monitoraggio
L’articolo 19 capoverso 2 LFCo stabilisce che, allo scopo di monitorare la formazione continua, la Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione (SEFRI) «intrattiene un dialogo costante con le cerchie interessate della formazione continua». In questo modo si possono discutere con tutti gli interessati temi e problemi attuali e trarre eventuali conseguenze ai fini del monitoraggio.
2 Commenti ai singoli articoli dell’ordinanza
Ingresso
L’ordinanza sulla formazione continua si basa in generale sull’articolo 20 LFCo, che conferisce al Consiglio federale il compito di emanare disposizioni d’esecuzione. La sezione 1 dell’ordinanza si riferisce in particolare all’articolo 12 capoverso 3 LFCo, la sezione 2, invece, all’articolo 16 capoverso 2 della stessa legge.
3 RS 412.101
011/2011/03844 \ COO.2101.108.3.226426 3/9