Rapporto sui risultati

Consultazione 2016/2: Decreto federale che introduce lo scambio automatico di informazioni relative a conti finanziari con il Canada · 11 pagine

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Rapporto del Dipartimento federale delle finanze sui risultati della procedura di consultazione riguardante l’approvazione del decreto federale concernente l’introduzione dello scambio automatico di informazioni relative a conti finanziari con il Canada

L’UDC chiede di introdurre l’obbligo di accertare, in occasione dell’attivazione dello scambio automatico di informazioni con futuri Stati partner, che questi offrano eque possibilità di regolarizzazione e rispettino lo standard minimo costituzionale svizzero per la protezione dei dati. Qualora queste condizioni non fossero soddisfatte, lo scambio automatico di informazioni non dovrebbe essere attivato con questi Stati poiché infrangerebbe la Costituzione. In vista di ulteriori negoziati con possibili Stati partner bisognerebbe imperativamente chiarire se e con quali Stati intendono introdurre lo scambio automatico di informazioni.

Scambio automatico di informazioni e regolarizzazione del passato in Svizzera

Il PSS ritiene che una strategia coerente volta all’emersione di averi non dichiarati tramite lo scambio automatico di informazioni sia da prevedere non solo con altri Stati ma anche all’interno del nostro Paese.

Il Cantone di VS si chiede se eventualmente debba essere introdotta un’amnistia fiscale a livello federale.

Forma dell’atto

Il CP critica il fatto che in futuro l’approvazione degli accordi sullo scambio automatico di informazioni con gli Stati partner avverrà tramite decreto federale semplice e che quindi non sottostarà a referendum facoltativo. Questi accordi rivestono la stessa importanza di una revisione di una convenzione per evitare le doppie imposizioni e, come queste ultime, dovrebbero sottostare a referendum facoltativo. Secondo il CP il lungo iter legislativo della Svizzera non è un motivo sufficiente per accorciare la procedura ordinaria.

Ripercussioni finanziarie

La CDCF e il Cantone di SH invitano a riflettere sul fatto che con l’introduzione dello scambio automatico di informazioni risultano spese supplementari per le autorità fiscali cantonali, alle quali si aggiungono le spese per l’attuazione della Riforma III dell’imposizione delle imprese e dello scambio spontaneo di informazioni sulle decisioni fiscali anticipate (ruling). In questo contesto sarebbe ancora più importante dunque non gravare ulteriormente i Cantoni con altri oneri finanziari e operativi nel quadro dell’annunciata riforma dell’imposizione delle coppie, dell’attuale riforma sull’imposta alla fonte e della Strategia energetica 2050 (rinuncia a qualsiasi misura fiscale).