Rapporto sui risultati

Consultazione 2016/36: Politica climatica della Svizzera dopo il 2020: approvazione dell'Accordo di Parigi sul clima; collegamento del sistema di scambio di quote di emissioni della Svizzera con quello dell'Unione europea (UE) e revisione totale della legge sul CO2 per il periodo dopo il 2020 · 74 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 17Fedlex · Rapporto sui risultati

Referenz/Aktenzeichen: Q384-0702

5 Approvazione del collegamento dei sistemi di scambio di quote di emissioni

In sede di consultazione, il collegamento dell’SSQE della Svizzera con quello dell’UE riscuote consensi. Circa tre quarti dei partecipanti (p. es. GL, LU, PLR, PPD, USC, cemsuisse, Lignum) si esprimono a favore del collegamento. Soltanto 26 partecipanti lo respingono categoricamente (p. es. PS, I Verdi, IKLIS, Emmi Schweiz AG). I partecipanti vedono quale principale motivo per un collegamento il fatto che in questo modo l’industria svizzera sarebbe ad armi pari con i suoi diretti concorrenti nell’UE. Inoltre, si creerebbe così l’accesso a un mercato con maggiore liquidità per i diritti di emissione. Il motivo più menzionato contro un collegamento è il prezzo basso per i diritti di emissione nell’UE e con ciò la spiegazione che l’SSQE europeo non rappresenta (ancora) un efficace strumento di politica climatica. Molti partecipanti subordinano il proprio assenso ad ampie richieste riguardo all’impostazione dell’SSQE, come l’esclusione del traffico aereo oppure la possibilità per tutte le imprese di ritirarsi volontariamente dall’SSQE.

Salvo SZ e BE, tutti i Cantoni approvano il collegamento degli SSQE. Molti (BL, AR, AI, GR, AG, SO, ZH, SH) sottolineano che così aumenta la sicurezza a livello di pianificazione per le imprese svizzere e si potrà loro garantire l’accesso a un mercato con maggiore liquidità. Inoltre, cinque (BL, AR, AI, GR, SH) aggiungono che un collegamento porta benefici in termini di efficienza nella riduzione delle emissioni di gas serra. BE respinge il collegamento poiché, a causa dei prezzi bassi per i diritti di emissione, l’SSQE dell’UE non rappresenta (ancora) un efficace strumento di politica climatica. Il prezzo basso è considerato problematico anche da altri Cantoni (GL, ZG, SG, BE, OW, LU, VS, NW, più Città di Zurigo) quale via d’uscita questi partecipanti vedono l’introduzione di un prezzo minimo per i diritti di emissione. L’inclusione del traffico aereo nell’SSQE è salutata da 15 Cantoni (FR, JU, AR, AI, GR, GL, ZG, ZH, UR, GE, SG, OW, LU, VS, NW) e 12 di essi ritengono inoltre che anche l’assegnazione di diritti di emissione a titolo gratuito per l’industria dell’aviazione debba essere diminuita, come è il caso per gli impianti stazionari. Dieci (AR, AI, GR, UR, GL, ZG, OW, LU, VS, NW) sostengono che l’assegnazione a titolo gratuito proprio di questi impianti stazionari deve avvenire solamente se ciò è necessario per una gestione efficace dei gas serra. E per finire, 14 (BL, ZH, UR, AR, AI, GR, GL, ZG, SG, OW, LU, VS, NW, FR) accolgono con soddisfazione l’inclusione di centrali termiche a combustibili fossili nell’SSQE.

Tutte le commissioni e conferenze partecipanti approvano il collegamento degli SSQE. UCS, DCAP e CDE chiedono tuttavia l’introduzione di un prezzo minimo per i diritti di emissione. CGCA, DCAP e CDE sostengono l’integrazione del traffico aereo nell’SSQE e sottolineano l’importanza che l’assegnazione a titolo gratuito vada diminuendo per gli operatori dell’aviazione. Questi tre partecipanti evidenziano inoltre il proprio assenso all’inclusione delle centrali termiche a combustibili fossili, vedono però nei prezzi bassi per i diritti di emissione un certo pericolo per un forte incremento e dunque maggiori emissioni di gas serra.

I partiti politici esprimono pareri assai discordanti riguardo al collegamento degli SSQE. PBD, CSPO, PPD, PVL e PLR manifestano il proprio assenso e pongono l’accento sui suoi vantaggi economici. Il PLR sottolinea in particolare che il collegamento aumenterebbe la liquidità del mercato e migliorerebbe la sicurezza a livello di pianificazione. Chiede però la possibilità per tutte le imprese di ritirarsi dall’SSQE («opt-out»). Con talune distinzioni il PVL, pur essendo parzialmente favorevole al collegamento, evidenzia che non è uno strumento di politica climatica dei più efficaci. I Verdi, Giovani Verdi e UDC respingono il collegamento, ma per differenti ragioni. Mentre l’UDC respinge in generale gli strumenti di politica climatica, I Verdi e i Giovani Verdi ritengono che a causa dei prezzi bassi per i diritti di emissione l’SSQE europeo non sia un efficace strumento di politica climatica. Anche il PS aderisce a questa argomentazione, ciononostante può però immaginarsi un collegamento. In tal senso, per il PS è importante l’introduzione di un prezzo minimo per i diritti di emissione. A questa richiesta aderiscono anche I Verdi e i Giovani Verdi, e anche il PVL critica i prezzi bassi per i diritti di emissione. Inoltre, quest’ultimo sottolinea che sarebbe più indicato se al posto dell’SSQE si puntasse sulla tassa sul CO2. L’integrazione

17/74 233.11-00703/00034/00003/Q384-0702