Rapporto sui risultati

Consultazione 2016/36: Politica climatica della Svizzera dopo il 2020: approvazione dell'Accordo di Parigi sul clima; collegamento del sistema di scambio di quote di emissioni della Svizzera con quello dell'Unione europea (UE) e revisione totale della legge sul CO2 per il periodo dopo il 2020 · 74 pagine

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Referenz/Aktenzeichen: Q384-0702

GON o anche Forum PMI) trovano che sia meno costoso in oneri amministrativi. Per Accademie svizzere delle scienze, l’idea del modello «dissociazione» di calcolare il potenziale di riduzione futuro è interessante poiché fissa un orizzonte temporale ampio, ma teme tuttavia che possano sorgere incertezze giuridiche.

Dalla parte delle imprese e dei privati, una maggioranza dei partecipanti (p. es Saphirwerk AG, Genève Aéroport, Energie Zürichsee Linth AG, HKBB o anche TFL) sostiene il modello «armonizzazione». Occorre altresì notare che un certo numero di altri partecipanti (p. es. Migros, Espace Real Estate Holding AG, Swiss Krono AG) dicono di preferire il modello «armonizzazione», pur sottolineando che nessuno dei due sistemi è ottimale. Quanto ai vantaggi del modello «armonizzazione», nove imprese (p. es. Wynagas AG, VAS) approvano il fatto che proponga un obiettivo assoluto «top-down». Inoltre, nove imprese (p. es. IBAarau AG, SWL Energie AG) trovano anche positivo che i certificati di riduzione delle emissioni conseguiti all’estero non possano essere computati. La SFPI e altri ritengono utile che a questo modello sia necessaria una sola convenzione sugli obiettivi. La StWZ Energie AG considera peraltro positivo che le riduzioni effettuate in passato senza la conclusione di una convenzione sugli obiettivi possano essere computate. In più, quattro imprese (VAS, Energie Seeland AG, SWL Energie AG e IBB Energie AG) preferiscono il modello «armonizzazione» dato il coordinamento che consente tra la politica climatica e quella energetica. Vengono tuttavia messi in evidenza alcuni inconvenienti del modello «armonizzazione». La business campaigning GmbH è così dell’avviso che con l’obiettivo relativo incomba il rischio che l’obiettivo in questione diventi unicamente simbolico se tutti i provvedimenti economici sono esauriti. Genève Aéroport sottolinea peraltro che l’elaborazione di questo modello sembra richiedere più lavoro. Sebbene nessun partecipante sostenga davvero il modello «dissociazione», taluni di questi vantaggi sono tuttavia riconosciuti. Per la business campaigning GmbH, questo sistema potrebbe essere meno costoso dell’altro se gli obiettivi mondiali sono utilizzati quali riferimenti. Da parte sua, la HKBB ritiene positivo che questo modello consenta di considerare i certificati di riduzione. Per quanto riguarda gli inconvenienti del modello «dissociazione», IBB Energie AG o anche VAS ritengono che la definizione puramente «top-down» dell’obiettivo penalizzi le imprese che hanno già effettuato riduzioni senza avere concluso una convenzione sugli obiettivi. La Thomas Eiche GmbH ritiene che il modello «dissociazione» non sia calcolabile per le imprese. Occorre altresì segnalare che un certo numero di partecipanti (p. es. BASF Schweiz AG, Clariant Produkte AG, Technische Betriebe Uzwil) non si dice favorevole ad alcuno dei due modelli proposti. Peraltro, 17 partecipanti (p. es. EMS-Chemie Holding AG, Migros, IB Langenthal AG) si dicono interessati dalla combinazione di taluni aspetti dell’uno e dell’altro dei modelli. La maggior parte di questi partecipanti vorrebbe che l’obiettivo fissato tenga conto della crescita, delle riduzioni delle emissioni effettuate in passato e dei certificati di riduzione delle emissioni conseguiti all’estero. Varie imprese (p. es. ZZ Wancor AG, Werke am Zürichsee AG) vorrebbero peraltro che sia possibile scegliere tra un obiettivo di riduzione individuale o comune per un gruppo di imprese, essendo comunque definito a partire dal potenziale d’efficienza economica su un periodo di dieci anni.

6.4 Provvedimenti di riduzione degli obiettivi nel settore degli edifici

In generale, un gran numero di partecipanti critica il fatto che il progetto si focalizzi sul settore degli edifici. L’auspicio di trattare i settori in modo più uguale in termini di provvedimento di riduzione si ritrova così tra 63 partecipanti. Quanto ai provvedimenti del progetto concernenti il settore degli edifici, vale a dire l’abolizione della destinazione parzialmente vincolata al Programma Edifici e il divieto sussidiario di impianti di riscaldamento a base di agenti energetici fossili, sono piuttosto respinte dalla maggior parte dei partecipanti.

6.4.1 Abolizione della destinazione parzialmente vincolata al Programma Edifici

La proposta di abolizione della destinazione parzialmente vincolata dei proventi della tassa sul CO2 al Programma Edifici dal 2025 è rifiutata da oltre il 60 per cento dei partecipanti che si sono espressi in merito. Il campo degli oppositori si compone così di 116 partecipanti. I partecipanti favorevoli all’abolizione della destinazione parzialmente vincolata costituiscono meno del 40 per cento dei partecipanti che si sono espressi, ossia un totale di 70 partecipanti.

38/74 233.11-00703/00034/00003/Q384-0702