Rapporto sui risultati

Consultazione 2016/36: Politica climatica della Svizzera dopo il 2020: approvazione dell'Accordo di Parigi sul clima; collegamento del sistema di scambio di quote di emissioni della Svizzera con quello dell'Unione europea (UE) e revisione totale della legge sul CO2 per il periodo dopo il 2020 · 74 pagine

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Referenz/Aktenzeichen: Q384-0702

della destinazione parzialmente vincolata al Programma Edifici. Sei partecipanti (Espace Real Estate Holding AG, Faktor-Plus KI GmbH, Metall Service Menziken AG, Swiss Krono AG, ETHZ, Flumroc AG) ritengono che siano necessari provvedimenti di promozione per ridurre le importanti emissioni di CO2 del settore degli edifici. Sette partecipanti (p. es. Keller AG Ziegeleien, Metoxit AG) trovano peraltro che sia positivo avere uno strumento che motivi i Cantoni a risanare e migliorare gli edifici. L’EPFL è dell’avviso che il Programma Edifici sia un complemento essenziale alla tassa sul CO2, senza il quale i proprietari non sarebbero in grado di procedere a migliorie per questioni finanziarie, mentre i Cantoni disporrebbero soltanto di pochi mezzi per obbligarli. Occorre altresì notare che Energie Zürichsee Linth AG, Erdgas Innerschwyz AG, IB Aarau AG o anche Wynagas AG rifiutano l’abolizione della destinazione parzialmente vincolata principalmente a causa delle incertezze che incombono sul SICE.

6.4.2 Divieto sussidiario di impianti di riscaldamento a base di agenti energetici fossili

Il divieto sussidiario di impianti di riscaldamento a base di agenti energetici fossili è respinto nella sua globalità da una buona maggioranza dei partecipanti (126 oppositori contro 68 sostenitori). È importante notare che il gruppo delle imprese e dei privati, composto dal più gran numero di partecipanti, pesa molto nel bilancio di questo risultato, non essendo gli altri gruppi altrettanto trincerati nella loro posizione. I Cantoni e i Comuni e le conferenze, commissioni e associazioni dei Comuni propendono piuttosto a sfavore mentre, al contrario, le organizzazioni ambientaliste, gli attori del settore dei trasporti e le altre organizzazioni e associazioni propendono piuttosto a favore del divieto sussidiario. Per quanto riguarda le deroghe previste dalla legge nel caso in cui fosse pronunciato il divieto degli impianti di riscaldamento a base di agenti energetici fossili, una maggioranza dei partecipanti che hanno rilasciato commenti vi sono favorevoli.

Per quanto riguarda i Cantoni e i Comuni, una minoranza di partecipanti (BS, SH, GE, VD e VS) è favorevole al divieto sussidiario di impianti di riscaldamento a base di agenti energetici fossili. SH, GE e VD affermano che un siffatto divieto sussidiario dev’essere adottato rapidamente. Anche VS è dell’avviso che questa possibilità possa fornire un impulso e un chiaro messaggio. BS è favorevole a questa possibilità di divieto, salvo nel caso d’impossibilità economica o tecnica. All’opposto di questa posizione, la grande maggioranza dei Cantoni e dei Comuni (AG, AI, AR, BL, FR, GL, GR, LU, NE, NW, OW, SG, SO, SZ, TG, TI, UR, ZG, ZH, Comune di Flühli Sörenberg, Città di Soletta) si oppone al progetto di divieto sussidiario di impianti di riscaldamento a base di agenti energetici fossili. Sedici Cantoni o Comuni (p. es. BL, AR, BL, FR, OW, ZH) ritengono ad esempio che un siffatto divieto andrebbe a scapito dell’autorità cantonale. Tredici partecipanti ritengono peraltro che il divieto sussidiario sia inutile dati i provvedimenti adottati nel settore degli edifici e dalla tassa sul CO2, nonché del calo di attrattiva degli impianti di riscaldamento a base di agenti energetici fossili (p. es. AI, GR, GL, TI, SG). D’altra parte, 11 Cantoni (p. es. LU, NW, OW) ritengono che debbano essere presi altri provvedimenti prima di contemplare un divieto sussidiario di impianti di riscaldamento a base di agenti energetici fossili. FR preferirebbe ad esempio degli incentivi alla diminuzione del consumo di energia. Peraltro, SO, BE, Città di Soletta e Città di Losanna si posizionano contro l’integrazione del gas naturale in questo progetto di divieto sussidiario. SO afferma che l’utilizzo del gas naturale consente di ridurre le emissioni di CO2 e possiede quindi un grande potenziale d’innovazione. BE indica che il gas naturale potrebbe servire da transizione o per ridurre le emissioni combinandolo con altre fonti. SO, FR, BE, SH, Città di Losanna e Città di Zurigo si esprimono esplicitamente a favore delle deroghe al divieto sussidiario di impianti di riscaldamento a base di agenti energetici fossili. FR ritiene ad esempio che sarebbero indispensabili deroghe in caso di divieto. GE e VD non si oppongono alle deroghe ma auspicano che rimangano eccezionali. GE sottolinea d’altronde che lo stato della tecnica consente molto e che possibilità di deroga possono aprire la porta a numerosi casi.

Dalla parte delle conferenze, commissioni e associazioni dei Comuni, l’UCS ritiene al contrario che questa idea sia giustificata, tanto più che il divieto interverrebbe soltanto in caso di fallimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni. Viceversa, DCAP, CDE e CGCA respingono l’idea. Ritengono che un siffatto divieto sussidiario sarebbe inutile dati i provvedimenti adottati nel settore degli edifici e grazie alla tassa sul CO2. DCAP e CDE propongono l’abolizione della deduzione fiscale delle spese di risanamento di un impianto di riscaldamento a base di agenti energetici fossili quale alternativa al divieto

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