Rapporto sui risultati

Consultazione 2016/36: Politica climatica della Svizzera dopo il 2020: approvazione dell'Accordo di Parigi sul clima; collegamento del sistema di scambio di quote di emissioni della Svizzera con quello dell'Unione europea (UE) e revisione totale della legge sul CO2 per il periodo dopo il 2020 · 74 pagine

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Referenz/Aktenzeichen: Q384-0702

3 Valutazione globale per gruppi di partecipanti

3.1 Cantoni e Comuni

Una netta maggioranza dei Cantoni condivide i due progetti riguardanti l’approvazione dell’Accordo di Parigi e il collegamento degli SSQE: eccezion fatta per SZ, tutti i Cantoni sostengono l’approvazione dell’Accordo di Parigi. Anche l’approvazione del collegamento degli SSQE trova l’appoggio di massima di tutti i Cantoni, meno BE e SZ.

Quanto alla legge sul CO2, GE, SH e VD sottolineano che gli obiettivi definiti sono troppo poco ambiziosi e in tal modo l’Accordo di Parigi non può essere raggiunto. Di questa opinione sono anche Città di Zurigo e Città di Losanna. Dieci Cantoni (AI, GL, SG, ZH, NE, VS, NW, OW, BL, UR) aderiscono al parere congiunto della Conferenza svizzera dei direttori delle pubbliche costruzioni, della pianificazione del territorio e dell’ambiente (DCAP) e della Conferenza dei direttori cantonali dell’energia (CDE) e chiedono che ai fini dell’approvazione dell’Accordo di Parigi l’obiettivo globale svizzero sia abbassato al 40 per cento. Ciò si giustifica per il fatto che gli obiettivi nel settore degli edifici sono troppo ambiziosi e non sono raggiungibili con la combinazione di provvedimenti proposta, mentre nel settore dei trasporti l’obiettivo non è abbastanza elevato. Nove partecipanti (AR, AI, GR, BE, BL, GE, Città di Zurigo, Città di Losanna, Città di Soletta) sostengono anche l’idea che nel settore dei trasporti si dovrebbero sancire per legge obiettivi di riduzione fissi e più severi.

Gran parte dei Cantoni critica il divieto sussidiario di impianti di riscaldamento a base di agenti energetici fossili: 15 (BL, AR, AI, GR, AG, SG, GL, TG, ZG, UR, OW, LU, SO, TI, NW) lo respingono esplicitamente. Il Programma Edifici è per contro giudicato efficace, 15 Cantoni vorrebbero portare avanti la destinazione parzialmente vincolata anche dopo il 2025.

3.2 Conferenze, commissioni, associazioni dei Comuni

Una netta maggioranza dei partecipanti condivide, di massima, i tre progetti e sostiene l’approvazione dell’Accordo di Parigi e del collegamento degli SSQE. CDE, DCAP e Conferenza dei governi dei Cantoni alpini (CGCA) concordano che l’obiettivo globale del 50 per cento non può essere raggiunto con i provvedimenti proposti ed evidenziano che specialmente nel settore dei trasporti sono necessari ulteriori sforzi. Sottolinea inoltre che gli obiettivi nel settore degli edifici sono troppo elevati e non potrebbero essere raggiunti con i provvedimenti proposti. A queste condizioni, l’Accordo di Parigi dovrebbe essere approvato con un obiettivo globale del 40 per cento.

L’Associazione dei Comuni Svizzeri (ACS) reputa invece realistico l’obiettivo globale del 50 per cento e mette in risalto l’importanza dei Comuni ai fini di una politica climatica efficace. L’Unione delle città svizzere (UCS) ritiene che le zone urbane siano fortemente interessate dai cambiamenti climatici, ad esempio a causa di prolungati periodi di caldo torrido in estate. Perciò anche l’UCS reputa l’obiettivo nazionale del 30 per cento troppo poco ambizioso.

3.3 Partiti politici

Salvo l’Unione democratica di centro (UDC), tutti i partiti politici sostengono l’approvazione dell’Accordo di Parigi.

L’approvazione del collegamento degli SSQE è tuttavia oggetto di discussioni controverse. Il Partito Popolare Democratico (PPD), il Christlichsoziale Volkspartei Oberwallis (CSPO), il Partito Liberale Radicale (PLR), il Partito verde liberale (PVL) e il Partito Borghese Democratico (PBD) approvano il progetto. Il PLR subordina l’assenso all’introduzione della possibilità, per tutte le imprese SSQE, di ritirarsi volontariamente dall’SSQE (cosiddetto «opt-out»). Il PVL esprime innanzitutto riserve riguardo ai prezzi troppo bassi per i diritti di emissione nell’UE e al conseguente mancato incentivo ad adottare provvedimenti volti a ridurre le emissioni. Il Partito Socialista (PS) condivide queste riserve ed è perciò tendenzialmente contrario a un collegamento. I Verdi, Giovani Verdi e UDC respingono il collegamento.

9/74 233.11-00703/00034/00003/Q384-0702