Rapporto sui risultati

Consultazione 2016/36: Politica climatica della Svizzera dopo il 2020: approvazione dell'Accordo di Parigi sul clima; collegamento del sistema di scambio di quote di emissioni della Svizzera con quello dell'Unione europea (UE) e revisione totale della legge sul CO2 per il periodo dopo il 2020 · 74 pagine

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Referenz/Aktenzeichen: Q384-0702

4 Approvazione dell’Accordo di Parigi

Dopo la procedura di consultazione congiunta, il progetto riguardante l’approvazione dell’Accordo di Parigi è stato separato dai progetti riguardanti l’approvazione del collegamento degli SSQE e dalla legge sul CO2 e trasmesso con una procedura accelerata al Parlamento nel dicembre del 2016 assieme al messaggio. Perciò il Consiglio federale ha già preso atto del rapporto, pubblicato il 21 dicembre 2016, sui risultati della procedura di consultazione riguardante l’approvazione dell’Accordo di Parigi8. Nel presente rapporto riassume ancora una volta i risultati principali.

In sede di consultazione, l’approvazione dell’Accordo di Parigi non è stata contestata; nei pareri quasi il 95 per cento dei partecipanti si è espresso a favore. In tale contesto, è stato però oggetto di discussioni l’obiettivo globale da raggiungere entro il 2030, con il quale la Svizzera intende approvare l’Accordo. Questo aspetto è trattato al numero 0.

Tra i motivi addotti figuravano la posizione e il ruolo della Svizzera, l’efficacia dell’accordo nel contrastare i cambiamenti climatici e gli effetti positivi sull’economia nazionale. Un gran numero di partecipanti accoglie con soddisfazione anche il carattere mondiale dell’Accordo di Parigi, poiché rappresenta una strategia comune di un gran numero di Stati contro i cambiamenti climatici. Alcuni partecipanti pongono l’attenzione sul fatto che una rapida svolta verso una società a basse emissioni di CO2 sarebbe vantaggiosa per l’economia e la società. Un certo numero di partecipanti sottolinea anche che la ratifica dell’Accordo di Parigi è importante per l’immagine della Svizzera, che sia per la sua posizione nella diplomazia o per il commercio. L’Accordo di Parigi viene anche esplicitamente considerato come un’opportunità per evitare i costi di un mancato intervento. In qualche parere è stata altresì sottolineata l’importanza dell’Accordo per i Paesi in sviluppo e la responsabilità della Svizzera a sottoscriverlo in virtù delle emissioni presenti e passate.

I pochi pareri contrari adducevano in particolare che, in un confronto internazionale, la Svizzera non produce un’elevata quantità di CO2 e che gli obiettivi di riduzione delle emissioni sono troppo ambiziosi, mettendo a repentaglio la competitività e la crescita economica del Paese.

Eccezion fatta per SZ, tutti i Cantoni sono favorevoli all’approvazione dell’Accordo di Parigi. Molti (JU, SG, BL, GR, GL, TI, BS, VD, AR, AI, BL, GL, AG, SO) evidenziano che l’Accordo di Parigi è uno strumento importante per mitigare il cambiamento climatico. Sette (AR, AI, BL, GL, AG, SO, TI) sottolineano inoltre che proprio nell’approccio mondiale di Parigi sta la chiave per una politica climatica internazionale efficace. Sette (AR, AI, GR, GL, GE, ZG, SG) pongono l’attenzione sul fatto che quale Paese particolarmente colpito dai cambiamenti climatici, proprio la Svizzera sarebbe avvantaggiata da un accordo globale. E, infine, sei (AI, GR, GL, SO, ZG, SG) ritengono che, in quanto Paese altamente sviluppato, la Svizzera debba assumere la sua responsabilità storica per la protezione del clima. GE rileva che una rapida approvazione è importante per la salvaguardia delle relazioni economiche internazionali e per l’immagine della Svizzera. Anche SG, AR, AI e GL seguono questa opinione e sottolineano che una rapida approvazione è nell’interesse del nostro Paese.

Tutte le conferenze e commissioni partecipanti accolgono con soddisfazione l’approvazione dell’Accordo di Parigi, le riserve espresse riguardano piuttosto l’entità dell’obiettivo globale. UCS, DCAP, CDE e CGCA sottolineano l’importanza dell’Accordo di Parigi per la salvaguardia delle relazioni economiche internazionali e per l’immagine della Svizzera. Inoltre, questi partecipanti chiedono una rapida approvazione, cosicché, nell’elaborazione dell’Accordo di Parigi, la Svizzera possa partecipare quanto prima attivamente ai negoziati.

Salvo l’UDC, tutti i partiti politici condividono l’approvazione. Il PPD fa tuttavia dipendere un’approvazione della Svizzera dal fatto che venga raggiunto il numero minimo di 55 Stati con complessivamente

8 https://www.admin.ch/ch/i/gg/pc/documents/2801/Politica-climatica-della-Svizzera-dopo-il-2020_Rapporto-risultati-V2_it.pdf 13/74 233.11-00703/00034/00003/Q384-0702