Rapporto sui risultati
Consultazione 2016/36: Politica climatica della Svizzera dopo il 2020: approvazione dell'Accordo di Parigi sul clima; collegamento del sistema di scambio di quote di emissioni della Svizzera con quello dell'Unione europea (UE) e revisione totale della legge sul CO2 per il periodo dopo il 2020 · 74 pagine
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Referenz/Aktenzeichen: Q384-0702
3.8 Altre organizzazioni e associazioni
In modo simile alle associazioni mantello nazionali dell’economia, le altre organizzazioni e associazioni partecipanti si esprimono tendenzialmente in favore dell’approvazione dell’Accordo di Parigi e del collegamento degli SSQE, ma in modo piuttosto critico sulla legge sul CO2. Così, l’approvazione dell’Accordo di Parigi è respinta in modo coerente soltanto dall’Associazione Svizzera Proprietari Fondiari (APF) e dall’Initiative gegen den Klima-Schwindel (IKLIS - Iniziativa contro l’inganno del clima). Ma anche in questo gruppo si trovano alcuni partecipanti (p. es. Alliance Sud, Stiftung für Konsumentenschutz [SKS - Fondazione per la protezione dei consumatori], Unione svizzera delle donne cattoliche [SKF]) che giudicano insufficiente la messa in atto dell’Accordo di Parigi nella legge sul CO2 e chiedono al Consiglio federale di rielaborare completamente il progetto.
In maniera piuttosto favorevole all’obiettivo globale del 50 per cento si esprimono 23 dei 72 partecipanti di questo gruppo (p. es. Verband der schweizerischen Cementindustrie [cemsuisse - Associazione Svizzera dell’industria del cemento], Interessensgemeinschaft Detailhandel Schweiz [IG DHS - Comunità d’interessi Commercio al dettaglio Svizzera - CI CDS], Economia svizzera del legno [Lignum], Wirtschaftsverband Chemie Pharma Biotech [scienceindustries - Associazione delle industrie chimiche, farmaceutiche, biotecniche], Textilverband Schweiz [TVS - Swiss Textiles), per vari motivi piuttosto negativamente 15 (p. es. Organisation der Schweizer Wirtschaft für Umweltschutz, Arbeitssicherheit und Gesundheitsschutz [Eco Swiss - Organizzazione dell’economia svizzera per la protezione dell’ambiente, la sicurezza sul lavoro e la tutela della salute], Alliance Sud, APF, SKS, Verband Schweizerische Ziegelindustrie [VSZ - Swissbrick – Associazione svizzera dell’industria della terracotta]).
Il mantenimento della tassa sul CO2 è incontestato tra i partecipanti, tuttavia viene criticato l’aumento dell’aliquota massima della tassa a 240 franchi per tonnellata di CO2, con il quale sono d’accordo 32 dei 72 partecipanti (p. es. Holzbau Schweiz [Holzbau Svizzera], Lignum, myclimate, Verband Schweizerischer Isolierfimen [Isolsuisse - Associazione delle aziende svizzere di isolamento], Società svizzera degli ingegneri e degli architetti [SIA], Umweltfreisinnige St. Gallen [UFS]). Per un mantenimento della destinazione parzialmente vincolata per il Programma Edifici si esprimono 32 dei 72 partecipanti di questo gruppo, 18 dei 72 partecipanti approvano la proposta del Consiglio federale di abolire la destinazione parzialmente vincolata dal 2025.
L’approvazione del collegamento degli SSQE è respinta da sei dei 72 partecipanti di questo gruppo (p. es. SKS, ökozentrum, SIA), per lo più con la motivazione dei prezzi troppo bassi per i diritti di emissione nell’UE.
3.9 Aziende e privati
Oltre a cinque privati, hanno partecipato alla consultazione numerose imprese. Tra di esse ve ne sono molte che nell’attuale periodo legislativo 2013 – 2020 aderiscono all’SSQE, o hanno contratto un impegno di riduzione volto all’esenzione dalla tassa sul CO2 senza partecipare al sistema oppure in prospettiva di una futura integrazione nell’SSQE.
Salvo pochi privati, i partecipanti sostengono l’approvazione dell’Accordo di Parigi. E anche l’approvazione del collegamento degli SSQE non è contestata. Delle imprese partecipanti alla consultazione, soltanto la Emmi Schweiz AG si esprime categoricamente contro di essa. La Swiss International Air Lines Ltd. (Swiss) vota per il collegamento, chiede tuttavia che ne sia escluso il traffico aereo.
Molte imprese partecipanti chiedono una flessibilizzazione della legge sul CO2 sia per il raggiungimento degli obiettivi globali con quota nazionale e quota estera, sia per l’accesso all’esenzione dalla tassa sul CO2.
Le imprese partecipanti già oggi integrate nell’SSQE non lo mettono, di per sé, in discussione. Danno tuttavia un forte rilievo alla necessità del collegamento con l’UE. Le imprese partecipanti con un’esenzione dalla tassa sottolineano la necessità di un sistema flessibile che dovrebbe dare a tutte le imprese interessate la possibilità di potersi fare esentare dal tassa sul CO2 con un impegno di riduzione (o con una convenzione sugli obiettivi).
12/74 233.11-00703/00034/00003/Q384-0702