Rapporto sui risultati
Consultazione 2018/65: Modifica dell'ordinanza concernente la costituzione di scorte obbligatorie di carburanti e combustibili liquidi · 5 pagine
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4. Risultati della consultazione
4.1. Cantoni
Tutti i Cantoni che hanno espresso il loro parere (AG, AI, AR, BE, BL, BS, FR, GE, GL, GR, JU, LU, NE, NW, OW, SH, SG, SO, TG, TI, UR, VS, ZG, ZH) sostengono la modifica prevista dell’ordinanza concernente la costituzione di scorte obbligatorie di carburanti e combustibili liquidi.
I Cantoni AG, AR, BE, BL, GR, NE, VS e ZG sottolineano l’importanza del pari trattamento delle merci importate e di quelle prodotte in Svizzera, che consente di eliminare le disparità sul piano della concorrenza.
I Cantoni BE, SO e VS ritengono positiva la maggiore sicurezza di approvvigionamento legata alla modifica dell’ordinanza. GR ritiene che per le imprese interessate l’onere sia relativamente contenuto. AR accoglie favorevolmente il fatto che, definendo una quantità minima di 3000 m3 all’anno per i carburanti e i combustibili liquidi immessi in consumo, i piccoli produttori di carburanti e combustili liquidi biogeni siano esentati dall’obbligo di stipulare un contratto per la costituzione di scorte obbligatorie.
4.2. Partiti politici
Tra i partiti interpellati, hanno espresso un parere il PLR, il PS e l’UDC. Tutti e tre hanno sostanzialmente approvato la modifica dell’ordinanza e ritengono opportuno che i carburanti e combustili liquidi biogeni prodotti e lavorati in Svizzera siano soggetti all’obbligo di costituire scorte, perché in questo modo vengono eliminati gli svantaggi sul piano della concorrenza per le merci importate. Il PLR approva il fatto che sia aumentata la sicurezza dell’approvvigionamento per la popolazione e l’economia. È dello stesso parere l’UDC, che accoglie con favore tutte le misure cautelari volte a far sì che il nostro Paese possa far meglio fronte a situazioni di penuria, crisi e conflitti. Entrambi i partiti chiedono però di fare in modo che l’attuazione della modifica dell’ordinanza riduca al minimo l’onere amministrativo.
In generale, il PS ribadisce la sua richiesta di un abbandono rapido dei combustibili e carburanti fossili e ricorda che la Svizzera dovrebbe attuare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi sul clima. Ciò presuppone una svolta energetica che punti esclusivamente sulle energie rinnovabili.
4.3. Associazioni nazionali mantello dell’economia
Delle associazioni nazionali mantello dell’economia interpellate, hanno preso posizione l’Unione svizzera dei contadini (USC) e l’Unione svizzera delle arti e mestieri (usam). L’usam, che si impegna a favore di condizioni economiche ottimali e di un contesto favorevole all’imprenditoria, appoggia la modifica proposta.
L’USC ha respinto in una prima fase la modifica proposta sostenendo che non siano disponibili le informazioni necessarie per una valutazione fondata dell’avamprogetto. Mancherebbero in particolare informazioni sulla quantità di carburanti e combustibili liquidi biogeni prodotti in Svizzera e sulle quantità importate. L’USC ritiene che le quantità prodotte in Svizzera siano ridotte. Dato l’onere supplementare previsto non è opportuno modificare l’ordinanza. L’USC ricorda inoltre che in occasione dei dibattiti parlamentari in merito alla nuova legge sull’approvvigionamento del Paese la proposta di introdurre un’imposta sulla prima immissione in commercio per alimenti, foraggio e sementi è stata bocciata e si dice ora stupita che, per quanto riguarda i carburanti e i combustibili liquidi biogeni, l’Amministrazione federale metta in campo l’argomentazione di voler impedire svantaggi sul piano della concorrenza per l’importazione. Dopo una serie di colloqui l’USC ha tuttavia informato l’UFAE di non avere più intenzione di respingere l’avamprogetto.