Rapporto sui risultati
Consultazione 2018/70: Revisione della legge sull'approvvigionamento elettrico (apertura completa del mercato elettrico, riserva di stoccaggio e modernizzazione della regolazione della rete) · 57 pagine
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KLASSIFIZ
Referenz/Ak Quanto alla competenza del Consiglio federale di disciplinare le condizioni di disdetta dei contratti di fornitura dell’energia elettrica al di fuori del servizio universale (art. 13a cpv. 1 lett. d), FRC e FPC auspicano una durata massima del contratto di dodici mesi con un termine di disdetta di due mesi e un divieto di proroga automatica. Alcune AAE e la COMCO ritengono che si tratti di una limitazione eccessiva della libertà contrattuale e respingono in linea di principio tali disposizioni.
Diritti dei consumatori
Nei pareri pervenuti vengono presentate diverse richieste per rafforzare i diritti dei consumatori. FPC chiede la creazione di una base giuridica per una piattaforma neutrale gestita dalla ElCom finalizzata in particolare alla comparazione di prodotti elettrici verdi, che fornisca informazioni chiare e attendibili per i clienti finali, promuovendo la concorrenza. Chiede inoltre l'istituzione di un mediatore che si occupi nello specifico delle esigenze dei clienti.
FRC e FPC auspicano che i contratti possano essere stipulati e disdetti nel modo più semplice possibile (modello «one-click») e che sia consentita la fatturazione elettronica.
Disposizioni transitorie
TI, AES, DSV e varie AAE chiedono un periodo sufficiente lungo per l'implementazione della standardizzazione e dell'automatizzazione (scambio di dati e processi di conteggio) necessarie per i processi di cambio. Secondo loro, l'apertura del mercato non deve entrare in vigore prima di un periodo transitorio di due anni (una volta chiarita la struttura giuridica).
In relazione alle differenze di copertura (energia), AES auspica una soluzione praticabile volta alla loro completa eliminazione nell'ambito del conteggio finale a partire dall'entrata in vigore dell'apertura del mercato. La ElCom, invece, chiede che vengano eliminate (obbligatoriamente) nell'arco di tre anni.
Obbligo di ritiro e di rimunerazione
VD, AES, DSV e Swisspower chiedono l'abolizione dell'obbligo di ritiro e rimunerazione (art. 15 LEne), che potrebbe impedire ai gestori di rete di offrire prezzi competitivi sia sul mercato che nel servizio universale. A loro avviso, le disposizioni sono un'ingerenza inaccettabile nella libertà imprenditoriale dei singoli operatori di mercato.
AES, DSV, regioGrid e altre AAE, nonché GGS e USIE chiedono che se, tali obblighi dovessero sussistere anche in un regime di mercato aperto, l'energia elettrica venga ritirata e rinumerata da un servizio di ritiro indipendente centralizzato (ad es. dal gruppo di bilancio per le energie rinnovabili). Nei loro pareri, sottolineano i vantaggi di una prassi di rimunerazione uniforme da parte di un servizio centralizzato (assenza di differenze regionali) nonché la maggiore efficienza nell'esecuzione.
Etichettatura dell’elettricità
SG, pvl, AET, Alpiq, Axpo, EWS, FMV, ASIG, POWERLOOP, Swiss Small Hydro, pronovo e KGTV sono sostanzialmente d'accordo con una riduzione del periodo di concomitanza tra produzione e consumo ai fini dell'etichettatura dell'elettricità, considerandola una misura volta a una maggiore trasparenza e (in parte) a un aumento dei prezzi dei certificati di origine (in periodi di carenza). Quanto al periodo di concomitanza ottimale, i pareri sono divergenti: FMV ritiene che una cadenza trimestrale sia