Rapporto sui risultati

Consultazione 2019/14: Legge federale sulla protezione dei minori nel settore dei film e nel settore dei videogiochi (LPMFV · 63 pagine

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Pro Helvetia chiedono che gli obblighi previsti valgano anche per le imprese operanti a livello internazionale (Google, Facebook, Netflix, Apple, rispettivamente Steam, Valve, Epic Games Store) ed esigono che la politica svizzera si mobiliti e si impegni a favore di una soluzione più incisiva. La FSP, alla luce della difficoltà di imporre l’applicazione del diritto agli operatori esteri, ritiene che sia indispensabile coinvolgere questi ultimi e partecipare alle misure di protezione dei minori adottate a livello europeo e internazionale. Anche secondo PJ è importante interessarsi attivamente alla collaborazione internazionale in materia di protezione dei minori e stanziare le opportune risorse finanziarie. Per zischtig.ch la questione dell’imposizione della legge alle imprese internazionali/ai canali o produttori di videogiochi esteri non è risolta in modo soddisfacente. ZH evidenzia che, nonostante l’avvicinamento dell’avamprogetto alla normativa europea, non è ancora garantita una protezione completa per quanto riguarda l’accesso al mercato internazionale, e che l’imposizione del diritto ai servizi a richiesta e ai servizi di piattaforma esteri e nonché nel commercio online internazionale appare difficoltosa. TG, che sostanzialmente approva anch’esso l’avamprogetto, teme che non sia possibile impedire a bambini e giovani di accedere a contenuti mediali potenzialmente pericolosi, neppure con una normativa. In particolare, né gli operatori del settore dei film e di quello dei videogiochi sottoposti agli obblighi previsti dall’avamprogetto né i fornitori di servizi di piattaforma potrebbero impedire che contenuti mediali pericolosi vengano acquistati e fruiti tramite altri canali, in particolare quelli gestiti da fornitori esteri. In questo contesto occorre strutturare con riguardo le ingerenze nella libertà organizzativa dei privati e mantenere entro limiti adeguati l’onere amministrativo. Secondo la SESF, se non è all’origine del problema, il settore indigeno non deve essere penalizzato e reso responsabile di fronte all’impossibilità di imporre la legge alle piattaforme internazionali quali Twitch o Steam. CI Commerce de détail e Coop si aspettano che il Consiglio federale chiarisca la questione dell’imposizione della legge prima della sua entrata in vigore.

Un Cantone (GE) auspica che sia prevista la possibilità, quale ultima ratio, di bloccare un sito Internet per impedire l’accesso all’offerta di fornitori esteri di film o videogiochi che non rispettano la legislazione svizzera in materia di protezione dei minori mettendo così in pericolo la salute di bambini e giovani. PJ si oppone dichiaratamente a eventuali blocchi di rete, poiché colpirebbero anche gli adulti e un divieto non risolverebbe il problema.

Sei Cantoni (UR, BS, BL, SH, NE e JU), CDDGP, CPEJ e CDOS sottolineano che un coinvolgimento adeguato dei Cantoni sarebbe vantaggioso per tutte le parti interessate: le organizzazioni per la protezione dei minori e l’UFAS potrebbero beneficiare della pluriennale esperienza dei Cantoni nel settore della protezione dei minori e i Cantoni si assicurerebbero specialisti sempre aggiornati sugli ultimi sviluppi e in grado di adempiere adeguatamente i compiti di vigilanza cantonali.

Pro Helvetia raccomanda di definire i processi per la Svizzera ispirandosi a soluzioni di successo come quella adottata in particolare dal servizio federale austriaco per la qualifica positiva dei giochi elettronici (Bundesstelle für die Positivprädikatisierung von digitalen Spielen, BuPP), che combina il preziosissimo lavoro di sensibilizzazione destinato ai genitori con il controllo dell’età.

Un Cantone (BL) propone di inserire nella legge, nel luogo opportuno, una disposizione aggiuntiva che preveda anche la possibilità per l’UFAS di verificare la corretta attribuzione di film e videogiochi alle categorie d’età e l’istituzione o quantomeno il coinvolgimento di un servizio specializzato o di specialisti indipendenti.

Secondo VdG, infine, sarebbe importante che la futura legge venisse sottoposta a revisione ogni due anni. Considerato il rapido sviluppo di Internet, si tratterebbe di un’esigenza assoluta.

3.5 Richieste e suggerimenti su temi da trattare al di fuori del progetto

Media FORTI e COFEM insistono sul fatto che occorre garantire quanto prima un corrispondente livello di protezione anche nel settore della televisione (servizi lineari e non lineari), per mezzo della LRTV o della futura LME. Anche VdG auspica un coordinamento con la revisione della LRTV. La COFEM sottolinea inoltre che nell’ambito della revisione della