Rapporto esplicativo
Consultazione 2019/86: Recepimento e trasposizione del regolamento (UE) 2019/1896 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla guardia di frontiera e costiera europea e che abroga i regolamenti (UE) n. 1052/2013 e (UE) 2016/1624 nonché modifica la legge sull'asilo (sviluppo dell'acquis di Schengen) · 57 pagine
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Compendio
Monitorare più efficacemente le frontiere esterne Schengen e migliorare le opera-
zioni di rimpatrio di cittadini il cui soggiorno è irregolare nel rispetto dei loro diritti fondamentali. Sono questi gli obiettivi del nuovo regolamento relativo alla guardia di frontiera e costiera europea approvato dall’UE (regolamento [UE] 2019/1896). Questo sviluppo dell’acquis di Schengen deve fornire all’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera personale e mezzi sufficienti per consentirle di svolgere più efficacemente i suoi compiti nell’ambito del controllo di frontiera e dei rimpatri.
Situazione iniziale
Dall’inizio della crisi migratoria nel 2015, l’UE ha adottato una serie di misure. Tra queste vi è la creazione di una guardia di frontiera e costiera europea, composta da un lato dall’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (qui di seguito «Agenzia», nota anche come Frontex) e dall’altro dalle autorità nazionali preposte alla gestione delle frontiere. Il relativo regolamento è stato approvato il 14 settembre 2016.
Poiché finora il personale e l’equipaggiamento sono stati generalmente messi a disposizione dell’Agenzia da parte degli Stati Schengen su base volontaria, negli ultimi anni si sono verificate alcune difficoltà che hanno compromesso l’efficacia delle operazioni congiunte. Ciò ha comportato, tra l’altro, la reintroduzione dei controlli alle frontiere interne da parte di diversi Stati Schengen.
Il 12 settembre 2018, la Commissione europea (qui di seguito «Commissione») ha quindi presentato una proposta di regolamento per una nuova guardia di frontiera e costiera europea.
Contenuto del progetto
Il regolamento UE ha in particolare l’obiettivo di fornire all’Agenzia personale e mezzi sufficienti per consentirle di svolgere più efficacemente i suoi importanti compiti nell’ambito del controllo di frontiera e dei rimpatri. Per rendere più efficaci i controlli alle frontiere esterne e i rimpatri delle persone obbligate a tornare nel proprio Paese di provenienza o d’origine e per combattere la criminalità transfrontaliera, occorre riformare la guardia di frontiera e costiera europea e rafforzarne il mandato. Per poter svolgere le proprie attività nell’ambito dell’analisi dei rischi, della pianificazione o della valutazione di eventuali vulnerabilità in modo più efficace e mirato, l’Agenzia dovrà istituire e gestire una rete di comunicazione. A questo scopo, anche l’attuale sistema EUROSUR dovrà essere istituito quale quadro integrato per lo scambio di informazioni e la cooperazione operativa all’interno della guardia di frontiera e costiera europea. Inoltre, l’Agenzia dovrà essere provvista dei mezzi sufficienti e del personale necessario sotto forma di corpo permanente della guardia di frontiera e costiera europea. Entro il 2027, questo dovrà essere gradualmente ampliato fino a 10 000 membri. Il corpo permanente sarà costituito dal personale assunto e formato dall’Agenzia (cat. 1) e dal personale distaccato a lungo termine (2 anni, cat. 2) o per impieghi di breve durata (al massi-