Rapporto sui risultati
Consultazione 2020/71: Disposizioni d'esecuzione relative alla modifica della legge federale sull'assicurazione per l'invalidità (Ulteriore sviluppo dell'AI) · 96 pagine
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Fabbisogno di risorse
Diversi partecipanti alla consultazione, tra cui in particolare la CUAI e i Cantoni OW, LU, GL, SH, TG, TI e VS, si sono espressi sul tema delle risorse: «i nuovi compiti devono essere implementati con competenza e professionalità. Ciò richiede risorse umane e finanziarie adeguate. Il disegno di legge non può più essere equiparato al messaggio originale perché il Parlamento ha adottato alcune modifiche supplementari che hanno un maggiore impatto sulla sua attuazione. Questi cambiamenti non sono stati considerati nei calcoli delle risorse contenuti nel messaggio». NE e GR auspicano che gli uffici AI siano dotati di risorse finanziarie adeguate, il che implica che l’insieme dei cambiamenti previsti venga preso in considerazione in un nuovo calcolo delle risorse. Di parere simile è anche SZ: per fare in modo che il suo ufficio AI cantonale possa continuare a contribuire attivamente al raggiungimento degli obiettivi, l’UFAS deve mettere a disposizione sufficienti risorse finanziarie e di personale. Il Cantone summenzionato è favorevole a un sistema dinamico, che tenga debitamente conto delle mutate richieste del legislatore e del numero di casi assicurativi.
Secondo la CCCC, invece, le disposizioni d’esecuzione non comportano ripercussioni finanziarie aggiuntive rispetto a quelle derivanti dalla revisione della LAI.
La ZGPP sottolinea infine che gli psichiatri locali percepiscono in modo molto netto le conseguenze dei cambiamenti sociali in generale e delle ultime revisioni dell’AI in particolare: i casi di rendite rifiutate in sede preliminare dagli addetti dell’AI oppure dopo una perizia non vengono rilevati. Per questo motivo occorre preventivare i costi per un adeguato aumento del numero di nuove rendite.
Mercato del lavoro equilibrato, quote
AGILE e altri partecipanti alla consultazione, tra cui Profil, hiki, RDAF, schadenanwälte, Pro-Raris, Verein Morbus Wilson, dravetsuisse e fsrmm criticano la nozione di «mercato del lavoro equilibrato», ritenendo che per le persone con problemi di salute è impossibile affermarsi sul mercato del lavoro reale, una circostanza che sarà resa ancora più evidente dalle ripercussioni della pandemia di COVID-19. Anche l’USS ammonisce che il «mercato del lavoro equilibrato» non corrisponde alla situazione effettiva. A tale proposito, IH, Procap e INSOS affermano che la nozione di «mercato del lavoro equilibrato» si sta vieppiù tramutando in un concetto astratto e teorico sempre più lontano dal mercato del lavoro reale. Secondo IS, il cosiddetto mercato del lavoro equilibrato per le persone con disabilità è praticamente inesistente e rischia di rimanere un costrutto teorico per i prossimi cinque–dieci anni, se i datori di lavoro non considereranno in misura crescente l’integrazione di queste persone come un mandato sociale vincolante. INSOS e Aiuto Aids svizzero esprimono scetticismo nei confronti della linea odierna dell’AI, che privilegia il mercato del lavoro primario: siccome il mercato del lavoro odierno tuttora non può essere considerato inclusivo, è importante perpetuare e sviluppare anche offerte in un ambiente protetto. Tale esigenza è condivisa anche da SBH, Lega svizzera contro il cancro, GELIKO e Lega polmonare svizzera, che sono favorevoli a porre in linea di massima l’accento sul mercato del lavoro primario. A loro avviso, però, laddove necessario occorre continuare a considerare l’ambiente protetto.
Varie organizzazioni private d’aiuto agli invalidi e AGILE deplorano che le rendite AI vengano concesse soltanto a partire da un grado d’invalidità pari almeno al 40 per cento e la mancanza di obblighi per i datori di lavoro. Travail.Suisse rileva che dal 2004 (anno di entrata in vigore della LDis) le opportunità di lavoro delle persone con disabilità non sono sostanzialmente migliorate, il che dà forza alla richiesta di introdurre delle quote. A tale proposito, il Netzwerk Enthinderung chiede l’adozione di quote minime obbligatorie per le grandi aziende e un relativo monitoraggio efficace. INSOS ritiene invece che le soluzioni concordate tra le parti sociali siano più promettenti delle quote.