Rapporto sui risultati
Consultazione 2020/71: Disposizioni d'esecuzione relative alla modifica della legge federale sull'assicurazione per l'invalidità (Ulteriore sviluppo dell'AI) · 96 pagine
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3.11 Ulteriori richieste avanzate
Oltre a pronunciarsi sulle disposizioni d’esecuzione relative alla riforma Ulteriore sviluppo dell’AI, taluni partecipanti alla consultazione hanno anche avanzato alcune richieste supplementari.
Diritto alla rifusione delle spese cagionate da servizi di terzi (art. 9 OMAI)
42 organizzazioni private d’aiuto agli invalidi (AGILE, Aiuto Aids svizzero, autismo svizzera, avanti donne, debra, Elpos, Fragile Suisse, GELIKO, GREA-CRIAD, IH e altri, Lega svizzera contro il cancro, Muskelkrank und lebensstark, NOVEOS, Procap, Profil, Réseau Romand ASA, ASP, CAB, Lega polmonare svizzera, Società SM, Cerebral, ASGBA, SBH, USC, UCBCIECHI, Sonos, SAR, VASOS - FARES) e il PES avanzano le due richieste esposte di seguito. 1. Per rendere accessibili i provvedimenti di reinserimento e orientamento professionale al maggior numero possibile di assicurati, prestazioni di terzi come ad esempio l’interpretariato nella lingua dei segni devono essere possibili anche per questi provvedimenti. 2. Per consentire alle persone con disabilità che, per esercitare la loro attività professionale, dipendono da prestazioni di terzi in misura variabile a seconda delle circostanze (vacanze, più riunioni, ore supplementari, lettura di testi di un certo volume), urge maggiore flessibilità nel finanziamento delle prestazioni di terzi, ad esempio mediante un rimborso annuo. AGILE, Lega polmonare svizzera, VASOS - FARES e Pro audito Svizzera sottolineano inoltre che, a seconda del grado di occupazione e della forma di impiego, l’importo attuale di 1793 franchi al mese non è sufficiente (e in parte impedisce anche un avanzamento di carriera) a coprire i costi effettivi delle prestazioni di terzi. Le tariffe orarie stabilite dagli uffici AI per le prestazioni di terzi sono in parte considerate di gran lunga troppo basse e da rivedere urgentemente.
Prossima revisione dell’AI
Diversi partecipanti auspicano che si proceda presto a una nuova revisione dell’AI. Da un lato tale richiesta si fonda sulla constatazione che le disposizioni d’esecuzione proposte sono estremamente complesse e presentano un’elevata densità normativa, il che rende l’OAI ancora meno chiara e di più difficile lettura. Secondo NW, AI, SG, VS, NE, GE e CDOS, a medio termine è indispensabile rivedere la struttura dell’OAI sotto il profilo formale, in quanto essa diventa sempre più confusa per i destinatari. Per rimediare a tale problema, TI non sollecita invece una revisione totale, ma propone piuttosto di «rivedere la struttura dell’ordinanza provvedendo ad abrogare le norme che hanno carattere direttivo e di introdurle in una circolare». A tale proposito, vari Cantoni, tra cui NE, constatano che le nuove disposizioni sono contrarie allo spirito della 5a revisione dell’AI, che intendeva privilegiare l’azione e la comunicazione nei confronti degli assicurati riducendo al minimo le pratiche amministrative; a loro avviso, la sovraregolamentazione prevista va infatti nella direzione opposta. Secondo NE, bisogna contenere maggiormente la densità normativa dell’OAI. USI e CP sottolineano invece con forza che la presenta revisione non risolve i problemi strutturali e soprattutto finanziari dell’AI. Al fine di garantire un risanamento vero e proprio dell’AI, occorrono misure strutturali a lungo termine nel quadro di una nuova immediata revisione della LAI all’insegna del risparmio. L’UCS infine sottolinea che il travaso dall’AI all’aiuto sociale, causato dal cambiamento di paradigma delle ultime revisioni dell’AI (da un’assicurazione di rendite a un’assicurazione per l’integrazione), rappresenta un aggravio per l’aiuto sociale e, di conseguenza, anche per le città. Oltre all’aumento del numero di beneficiari, i servizi sociali devono anche fare i conti con più persone con gravi problemi di salute che necessitano di un sostegno prolungato. Le future riforme dell’AI dovranno tenere conto di tali circostanze, riconoscere i limiti dei provvedimenti d’integrazione e assicurare efficacemente le persone che, per via dei propri problemi di salute, non sono in grado di lavorare o possono essere inserite nel mercato del lavoro soltanto in misura ridotta. Cap-Contact faîtière condivide questa richiesta e, unitamente all’ACS, auspica che la pressione attuale sui costi venga alleviata mediante il rimborso del debito dell’AI nei confronti dell’AVS.