Rapporto sui risultati

Consultazione 2021/41: Modifica della legge federale sulle finanze della Confederazione (riduzione del debito connesso alla pandemia di coronavirus) · 11 pagine

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Modifica della legge federale sulle finanze della Confederazione (riduzione del debito causato

dall’epidemia di COVID-19)

Compendio

Dal 25 agosto al 28 novembre 2021 il Dipartimento federale delle finanze (DFF) ha svolto una procedura di consultazione sulla riduzione del debito causato dall’epidemia di COVID-19 e sulla modifica proposta della legge federale sulle finanze della Confederazione (LFC). Complessivamente, sono pervenuti 48 pareri. Alla consultazione hanno risposto la totalità dei Cantoni, sei partiti politici, due associazioni mantello nazionali dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna e sei associazioni mantello nazionali dell’economia. Hanno inoltrato un parere anche altre otto associazioni/organizzazioni e persone non interpellate ufficialmente.

Dalla consultazione è emerso che l’obiettivo della modifica di legge, ossia ridurre il debito causato dall’epidemia di COVID-19, ha ottenuto un ampio consenso. Nel contempo, le linee guida definite dal Consiglio federale e dal Parlamento – che consistevano nell’evitare aumenti delle imposte e programmi di sgravio per non mettere a repentaglio la ripresa economica dopo la pandemia e garantire una politica finanziaria stabile – sono state considerate corrette e opportune. Inoltre, la maggioranza dei partecipanti alla consultazione vede con favore il fatto che con entrambe le varianti proposte si interviene poco nella sistematica del freno all’indebitamento.

Per la riduzione del debito sono state poste in consultazione due varianti. L’UDC, l’USI ed economiesuisse, in particolare, si sono espresse a favore della compensazione integrale del disavanzo con le future eccedenze strutturali (variante 1). Anche otto Cantoni sostengono questa variante. Il motivo principale risiede nella riduzione integrale, disciplinata in maniera vincolante nella legge, del debito causato dall’epidemia di coronavirus e quindi nella possibilità di ripristinare l’ottima situazione politico-finanziaria esistente prima della crisi. In questo modo si avrebbe un maggiore margine di manovra finanziario per eventuali crisi future.

Una parziale compensazione del debito causato dall’epidemia di COVID-19 con la riduzione del debito degli anni passati (variante 2) è appoggiata dal PLR, dall’Alleanza del Centro, da 18 Cantoni e da diverse associazioni. I sostenitori di questa variante ritengono che il vantaggio fondamentale sia la possibilità di ridurre rapidamente il debito correlato al coronavirus e di rispettare il vigente termine di ammortamento di sei anni. Il margine di manovra nel bilancio ordinario sarebbe ripristinato entro un lasso di tempo ragionevole.

Alcuni esponenti dello schieramento politico di sinistra (PSS, I Verdi, USS) e il pvl sono favorevoli a compensare la totalità del debito causato dall’epidemia di COVID-19 tramite una riduzione del debito passato, ma sono contrari a utilizzare a tal fine le distribuzioni supplementari dell’utile della Banca nazionale svizzera (BNS). Per contro, i relativi fondi dovrebbero essere attribuiti all’AVS (PSS, USS), depositati in un nuovo fondo per il clima e la conservazione delle specie (pvl) o utilizzati per la protezione del clima e la biodiversità (PES).

1 Situazione iniziale e contenuto del progetto

1.1 Situazione iniziale

Per attenuare le conseguenze dell’epidemia di COVID-19, per gli anni 2020–2022 il Parlamento ha approvato provvedimenti di vasta portata che secondo la disposizione derogatoria relativa al freno all’indebitamento saranno contabilizzati perlopiù come fabbisogno finanziario eccezionale. Conformemente alla legge federale sulle finanze della Confederazione (LFC), un eventuale disavanzo del conto di ammortamento – la statistica di controllo per il bilancio straordinario – deve essere compensato entro sei anni, fermo restando che il Parlamento può prolungare questo termine. Ai fini della compensazione la LFC prevede entrate straordinarie ed eccedenze strutturali.

Il 1° luglio 2020 il Consiglio federale ha deciso di ridurre il debito legato al coronavirus. Il debito dovrebbe essere ridotto senza ricorrere ad aumenti delle imposte e in modo tale da compromettere il meno possibile la ripresa economica dopo la crisi e garantire una politica finanziaria stabile. Inoltre, nel decreto federale sul programma di legislatura 2019–2023 il Parlamento ha incaricato il Consiglio federale di sottoporgli un messaggio concernente la gestione delle spese straordinarie connesse con l’epidemia di COVID-19 che non preveda il ricorso ad aumenti delle imposte o a programmi di sgravio.