Rapporto sui risultati

Consultazione 2021/6: Pacchetto di ordinanze agricole 2021 · 17 pagine

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Rapporto sui risultati della consultazione: pacchetto di ordinanze agricole 2021

Le cerchie contadine, segnatamente USC, PSL e altri attori della filiera del latte si oppongono al fatto che nel quadro del contingente doganale parziale 07.4 possa essere importato anche burro in imballaggi da almeno 10 anziché 25 chilogrammi. Il Cantone VS dichiara che la proposta incrementa la concorrenza tra la merce importata e quella indigena causando fondamentalmente una pressione sui prezzi alla produzione, in particolare su quelli del latte. L’industria lattiera fa notare che gli imballaggi da 10 chilogrammi hanno una valenza trascurabile sul mercato mondiale. Le organizzazioni contadine ritengono che la norma proposta agevoli le importazioni senza richiedere una controprestazione ai nostri partner commerciali. La protezione doganale verrebbe «ammorbidita» o «annacquata». Chiedono che le disposizioni per l’importazione vengano inasprite anziché allentate. La proposta è appoggiata da sei partecipanti, ovvero dai Cantoni FR e BL, dai distributori al dettaglio Migros e COOP, dalla COMCO e da Gastrosuisse.

Il consenso per l’abolizione delle tasse per l’importazione con il permesso generale d’importazione (PGI) è decisamente maggiore, con 18 risposte positive. A pronunciarsi favorevolmente sono in particolare i Cantoni FR e NW, il PLR, le organizzazioni contadine CAJB e CNAV, i distributori al dettaglio Migros e COOP, le associazioni swisscofel, VMI, USAM e Gastrosuisse nonché COMCO e quattro organizzazioni per la protezione della natura e dell’ambiente (WWF, Greenpeace, Pro Natura, PUSCH). Anche in questo caso, però, a predominare sono i 67 pareri contrari (14 Cantoni, KOLAS, i partiti dell’Alleanza del Centro, USC nonché altre 50 organizzazioni e aziende contadine e legate all’agricoltura). In merito alla proposta di abrogare l’articolo 3 dell’ordinanza sulle tasse UFAG i partecipanti alla consultazione mantengono una posizione sostanzialmente identica a quella espressa in merito alla proposta di abolire le tasse nell’OIAgr. A essere favorevoli sono coloro che sono soggetti a tassazione, che di conseguenza trarrebbero un beneficio dalla loro soppressione. A opporsi sono in prevalenza le organizzazioni agricole che invece temono che ciò comporterebbe una riduzione della protezione doganale.

La situazione è praticamente identica per quanto riguarda la proposta di eliminare l’obbligo di PGI per 46 voci doganali (abolizione parziale del PGI). La maggioranza delle organizzazioni contadine è contraria alla proposta perché comporterebbe una riduzione univoca del valore delle importazioni di 2.7 milioni di franchi senza una controprestazione equivalente. L’opposizione delle cerchie contadine, con 54 risposte negative, è leggermente maggiore rispetto a quella manifestata per l’abolizione delle tasse poiché tre organizzazioni si sono espresse soltanto sull’abolizione parziale del PGI. Il numero dei Cantoni che rifiutano la proposta è minore (11 + KOLAS).

2.6 Ordinanza sulla salute dei vegetali, OSalV

In generale le proposte di modifica dell’OSalV sono accolte favorevolmente.

Diversi partecipanti alla consultazione (tra cui i Cantoni AG, GE, GR, VD e VS, USC e numerose unioni contadine cantonali) chiedono che il diritto sulla salute dei vegetali disciplini anche organismi nocivi non particolarmente pericolosi come ad esempio lo zigolo dolce (Cyperus esculentus).

Il Cantone TI propone una modifica dell’articolo 16 affinché anche nelle zone infestate e nelle zone cuscinetto si possano disporre misure molto simili all’eradicazione (cfr. commento all’art. 16). Ciò perché le misure di contenimento sono finalizzate a raggiungere una prevalenza possibilmente bassa degli organismi nocivi onde evitare che si diffondano ulteriormente e, quindi, proteggere le aree non infestate.

La modifica dell’articolo 39 per allentare l’obbligo del passaporto fitosanitario per le merci spedite dall’UE in Svizzera da privati a mezzo posta o corriere, è respinta da molti partecipanti alla consultazione.

L’introduzione di due nuovi obblighi per le aziende omologate dal Servizio fitosanitario federale (SFF) per il rilascio di passaporti fitosanitari (prova che si dispone delle necessarie conoscenze sulla salute dei vegetali e di un piano d’emergenza) è accolta favorevolmente da molti partecipanti alla consultazione perché accresce la responsabilità individuale delle aziende. Altri, invece, bocciano la proposta non considerandola opportuna.