Rapporto sui risultati
Consultazione 2022/34: 21.403 n Iv. pa. CSEC-N. Sostituire il finanziamento iniziale con una soluzione moderna · 45 pagine
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gno sia previsto fino alla fine del periodo dell’obbligo scolastico. Secondo EIT.swiss l’iniziativa dovrebbe riguardare esclusivamente la conciliabilità tra famiglia e lavoro e rispettare il principio di sussidiarietà. Pertanto i Cantoni dovrebbero mantenere le loro competenze e si dovrebbero evitare doppioni. EIT.swiss esprime perplessità anche per quanto riguarda l’obiettivo di migliorare la qualità dell’offerta di custodia.
economiesuisse sostiene il progetto, ma fa notare che i costi delle misure dovrebbero restare proporzionati alle ripercussioni sull’occupazione e sulla carenza di personale qualificato. Attualmente, infatti, non è chiaro quali potrebbero essere gli effetti delle misure sull’attivazione della forza lavoro e del personale qualificato potenziale nazionale né come saranno (contro)finanziate le misure. economiesuisse solleva inoltre dubbi sulla centralizzazione e sulla sovrapposizione delle competenze.
L’usam respinge il progetto sostenendo che le politiche familiari sono di competenza dei Cantoni e dei Comuni e non della Confederazione, la quale, data la situazione finanziaria attuale, non dovrebbe assumere costantemente nuovi compiti che non gli sono assegnati dalla Costituzione.
Altre organizzazioni e cerchie interessate
La CFIG, la CFQF e la COFF ricordano che è necessario intervenire nell’ambito contemplato dalla legge, sostengono entrambe le parti del progetto e accolgono con favore il maggiore impegno della Confederazione. Le tre commissioni, inoltre, accolgono con favore la volontà di garantire un impegno durevole da parte della Confederazione.
Sostanzialmente tutte le altre organizzazioni interessate (196) appoggiano il progetto e sottolineano la necessità di intervenire in questo ambito. Una larga maggioranza accoglie con favore l’impegno della Confederazione e la sua volontà di trovare una soluzione duratura attraverso una legge federale per la custodia di bambini complementare alla famiglia e alla scuola e la politica di sostegno alla prima infanzia. Numerose organizzazioni, tuttavia, fanno notare come nel progetto l’obiettivo di migliorare la qualità non è tenuto in considerazione in misura adeguata
(Alleanza Infanzia, le organizzazioni che hanno presentato un parere molto simile alla
parte generale del parere di Alleanza Infanzia, ARTISET, CRS, HFE, kibesuisse, Kin-
derkrippenverein Dietikon, KiQ, LCH e SER, MMI, PHSG, PHTG, Protezione dell’infanzia Svizzera, READY! e SAVOIRSOCIAL). Solo due organizzazioni (freikirchen.ch e Pro Single
Schweiz) respingono il progetto. Secondo Pro Single Schweiz il progetto non rispetterebbe la ripartizione delle competenze tra Confederazione e Cantoni, mentre per freikirchen.ch la promozione della custodia di bambini complementare alla famiglia non rientra nelle responsabilità di uno Stato liberale. A suo avviso spetterebbe unicamente ai genitori decidere se e in che misura fare ricorso a servizi di custodia complementari alla famiglia.