Rapporto sui risultati

Consultazione 2022/34: 21.403 n Iv. pa. CSEC-N. Sostituire il finanziamento iniziale con una soluzione moderna · 45 pagine

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Cantoni, CDOS e associazioni mantello dei Comuni, delle città e delle regioni di monta-

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Per quanto riguarda il campo di applicazione la maggior parte dei Cantoni, così come la CDOS, appoggiano la richiesta di non limitare l’applicazione solo ai bambini in età prescolastica. Numerosi partecipanti, però, hanno suggerito di limitare il campo d’applicazione rispetto al progetto e quindi di non fornire alcun sostegno fino alla fine del periodo dell’obbligo scolastico. 10 Cantoni (AI, FR, GL, GR [seconda proposta subordinata] JU, NE, NW, OW, UR e ZH) così come l’ACS, la CDOS e l’UCS dichiarano che la custodia istituzionale a partire dal livello secondario I è meno decisiva e propongono di limitare l’erogazione di un sostegno al 12° anno di età del bambino, analogamente a quanto disposto dall’OAMin. 2 Cantoni (VD e VS) chiedono che il contributo non venga erogato oltre l’8° anno scolastico HarmoS, ovvero anche in questo caso fino ai 12 anni. 3 Cantoni (AG, AR e GE) sono favorevoli a far durare la misura fino alla fine della scuola primaria. BL chiede che, nel caso sia necessario ridurre i costi, venga effettuata una differenziazione tra il livello elementare e secondario. BE (proposta in via subordinata) propone di utilizzare l’espressione «fino alla fine della scuola dell’obbligo». 3 Cantoni (BS, SH e SO) sono favorevoli alla durata prevista dal progetto senza limitazioni.

Partiti politici

5 partiti (Giovani del Centro, PEV, PS, PVL e I Verdi) ritengono corretto che le disposizioni della legge si applichino alla custodia di bambini istituzionale e complementare alla famiglia dalla nascita fino alla fine del periodo dell’obbligo scolastico. Inoltre sottolineano come il problema della conciliabilità per i genitori che lavorano sussiste anche una volta iniziata la scuola dell’obbligo. L’Alleanza del Centro è favorevole a limitare la durata del sostegno dalla nascita fino alla fine del livello primario e giustifica la sua posizione sostenendo che solitamente, fatti salvi i bambini con esigenze particolari, con l’aumentare dell’età i bambini hanno bisogno di minore assistenza. Per ridurre i costi del progetto e rispettare i limiti dettati dal freno all’indebitamento, per l’Alleanza del Centro limitare la durata della misura al periodo che va dalla nascita fino all’inizio della scuola dell’obbligo è un’alternativa ancora da valutare. L’UDC (proposta subordinata) è favorevole a limitare la misura al periodo che va dalla nascita all’inizio della scuola dell’obbligo.

Il PVL sostiene che nel campo di applicazione della legge dovrebbe rientrare anche l’assistenza regolare da parte di una tata. I genitori con orari di lavoro irregolari, infatti, hanno bisogno di assistenza al di fuori dei normali orari lavorativi, ovvero la sera o nel fine settimana. Attualmente, però, anche se queste famiglie non possono scegliere nessun’altra forma di custodia istituzionale alternativa, il campo di applicazione della legge non prevede questa possibilità. Secondo il PS l’espressione «associazioni di famiglie diurne» dovrebbe essere sostituita con «organizzazioni di famiglie diurne». Per il PLR-Donne è molto importante che i genitori possano scegliere liberamente il tipo di custodia istituzionale. Questo principio dovrebbe quindi riflettersi anche sui metodi di definizione dei contributi federali.

Il PEV chiede che sia inserita una nuova disposizione che preveda che dopo cinque anni dall’entrata in vigore della legge i Cantoni, per continuare a ricevere i contributi, debbano dimostrare che tutti i bambini residenti nello stesso Comune abbiano le stesse possibilità di accesso alla custodia complementare alla famiglia. In questo modo sarebbe garantito che tutti i bambini residenti nello stesso luogo con genitori con condizioni economiche uguali abbiano le stesse possibilità di ottenere un posto di custodia alla stessa tariffa.