Rapporto sui risultati

Consultazione 2022/34: 21.403 n Iv. pa. CSEC-N. Sostituire il finanziamento iniziale con una soluzione moderna · 45 pagine

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dati necessari per la definizione dei contributi base e supplementari non siano disponibili e l’onere richiesto per la loro raccolta sarebbe sproporzionato.

Partiti politici La maggior parte dei partiti (Alleanza del Centro, Alleanza del Centro Donne, Giovani del

Centro, PEV, PLR-Donne e PVL) che sostengono il progetto è favorevole al sistema di bonus, ovvero alla combinazione di un contributo di base e di un contributo supplementare. I partiti che approvano la misura sostengono che in questo modo, da un lato, possono usufruire del sostegno da parte della Confederazione tutti i genitori, indipendentemente dal luogo di residenza, e dall’altro, i Cantoni sono incentivati a non ridurre, ma a innalzare i propri sussidi. I Verdi sono aperti alla possibilità di introdurre un eventuale contributo supplementare, ma solo nel caso in cui a questo corrisponda anche un maggiore contributo di base. L’UDC (proposta subordinata) è contraria a un contributo supplementare in quanto a suo avviso sarebbe incompatibile con la ripartizione delle competenze sancita dalla Costituzione federale. Neppure il PS (proposta subordinata) è favorevole al contributo supplementare perché ritiene che i genitori che risiedono in Cantoni che erogano sussidi ridotti per i servizi di custodia dei bambini complementari alla famiglia e alla scuola non dovrebbero essere ulteriormente penalizzati da contributi federali inferiori. Inoltre non si ha la certezza che i contributi supplementari versati ai genitori possano spingere i Cantoni a sovvenzionare maggiormente l’offerta.

Per quanto concerne l’ammontare del contributo supplementare, per il PLR-Donne è assolutamente necessario che non venga ridotta la percentuale proposta nel progetto, ovvero il 10 per cento del costo di un posto presso un servizio di custodia di bambini complementare alla famiglia. L’Alleanza del Centro Donne chiede un aumento del contributo di base al 15 per cento, il PEV, il PS e I Verdi (proposta subordinata) sono favorevoli a un aumento del contributo di base al 20 per cento. A loro avviso tale aumento potrebbe avere in particolare ripercussioni rilevanti per l’economia. L’UDC (proposta subordinata) è favorevole a un contributo di base uguale in tutti i Cantoni o che corrisponde al 10 per cento dei costi a carico dei genitori per la custodia di bambini complementare alla famiglia.

Per quanto riguarda invece l’importo del contributo supplementare, secondo il PEV l’importo in questione dovrebbe comprendere i sussidi del Cantone, del Comune e del datore di lavoro che sono versati regolarmente per ridurre i costi sostenuti dai genitori per la formazione e la custodia complementare alla famiglia. Per il PEV è importante non trascurare la qualità pedagogica e che i Cantoni e i Comuni non siano spinti a ridurre la qualità o i finanziamenti. Il PLR-Donne ritiene che il modello di calcolo con tre soglie potrebbe creare dei problemi, perché potrebbe generare incentivi inappropriati, per questo è più incline a un modello di calcolo lineare.

Associazioni dell’economia

3 associazioni dell’economia (BPW Switzerland, USDCR e USS) sono favorevoli a un contributo di base della Confederazione pari al 20 per cento del costo medio complessivo di un posto di custodia complementare alla famiglia. Secondo l’USDCR e l’USS questo contributo di base dovrebbe essere versato ai Cantoni vincolandolo al rispetto di criteri specifici per quanto riguarda la struttura delle tariffe, la qualità, le condizioni di lavoro e le possibilità di accesso per i bambini con esigenze particolari. Un eventuale contributo supplementare come incentivo per i Cantoni dovrebbe essere basato su questo contributo di base. Travail.Suisse ritiene invece che il contributo di base dovrebbe ammontare al 50 per cento del costo medio di un posto di custodia complementare alla famiglia.