Rapporto sui risultati
Consultazione 2022/34: 21.403 n Iv. pa. CSEC-N. Sostituire il finanziamento iniziale con una soluzione moderna · 45 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 17Fedlex · Rapporto sui risultati
a subordinare la concessione del contributo federale allo svolgimento di un’attività lucrativa o di una formazione. Propongono quindi di integrare la disposizione in modo da sancire una partecipazione alle spese senza condizioni ([...] per permettere ai genitori di svolgere un’attività lucrativa o una formazione e per migliorare o garantire le pari opportunità dei bambini[...]). Fissare una condizione di questo tipo escluderebbe infatti dalla misura determinate famiglie che hanno bisogno di una partecipazione alle spese e si aumenterebbe inutilmente l’onere amministrativo. A questo si aggiunge che numerosi Cantoni e Comuni sovvenzionano esplicitamente la custodia istituzionale al fine di promuovere i bambini e il loro benessere, anche nel caso in cui i genitori non abbiano bisogno di una custodia per svolgere un’attività lucrativa o una formazione.
Secondo AI e BE (proposta subordinata) i Cantoni dovrebbero subordinare il contributo federale al soddisfacimento di requisiti relativi al reddito. AI porta come esempio la riduzione individuale dei premi dell’assicurazione malattie e BE cita il proprio sistema il quale prevede un tetto massimo pari a 160 000 franchi annui per poter beneficiare di un sostegno finanziario. Entrambi questi Cantoni si dichiarano quindi contrari alla concessione di contributi forfettari.
Partiti politici
5 partiti (Alleanza del Centro Donne, Giovani del Centro, PEV, PS [proposta subordinata] e I Verdi) si dichiarano espressamente contrari all’ipotesi che soltanto i genitori che svolgono un’attività lucrativa o una formazione possano avere diritto a un contributo federale. La maggioranza della commissione concorda nell’affermare che tutti i genitori, indipendentemente dal motivo per cui il proprio figlio potrebbe aver bisogno di una custodia complementare alla famiglia, dovrebbero aver diritto a un contributo federale. Inoltre, a loro avviso, se si vuole garantire un’implementazione snella non si dovrebbero creare ulteriori procedure burocratiche. Stando alle loro parole Cantoni e Comuni praticamente hanno sempre delle regole che vincolano i sussidi che concedono a condizioni come lo svolgimento di una formazione o di un’attività lucrativa. Un ulteriore controllo a livello federale non garantirebbe quindi alcun vantaggio, aumentare soltanto la burocrazia e sarebbe in contraddizione con il principio della sussidiarietà, un elemento centrale del progetto. Il PLR-Donne e il PVL ritengono che dovrebbe essere almeno presa in considerazione la possibilità di fissare un grado di occupazione minimo dei genitori come requisito per ottenere il contributo. L’onere amministrativo in questo caso sarebbe comunque sostenibile. L’UDC (proposta subordinata) ritiene che si dovrebbe stabilire un grado di occupazione o di formazione minimo complessivo di entrambi i genitori che giustifichi il diritto al contributo federale.
L’Alleanza del Centro Donne, il PLR-Donne e il PVL sostengono in modo esplicito che il contributo federale dovrebbe essere corrisposto forfettariamente e indipendentemente dal reddito e dal patrimonio dei genitori. Secondo il PLR-Donne spetta ai Cantoni strutturare in modo proporzionale al reddito la custodia di bambini complementare alla famiglia di più ampio respiro in base alla sua responsabilità sussidiaria.
Associazioni dell’economia
BPW Switzerland, cp, Travail.Suisse, USDCR (proposta subordinata) e USS (proposta subordinata) si dichiarano (esplicitamente) contrari alla proposta di riconoscere il diritto a un contributo federale soltanto ai genitori che svolgono un’attività lucrativa o una formazione. Allo stesso modo il versamento dei contributi federali non dovrebbe essere subordinato al raggiungimento di un grado di occupazione minimo (complessivo), ma dovrebbe essere possibile