Rapporto sui risultati

Consultazione 2022/34: 21.403 n Iv. pa. CSEC-N. Sostituire il finanziamento iniziale con una soluzione moderna · 45 pagine

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alliance F, Caritas Svizzera, CSP, PHTG, Procap Svizzera e Pro Infirmis sono favorevoli

alla combinazione di un contributo di base e un contributo supplementare. A loro avviso, in questo modo, da un lato la Confederazione si assume la propria responsabilità garantendo che tutti i genitori, indipendentemente dal luogo di residenza, possano godere delle misure sancite dalla legge e dall’altro, anche Cantoni e Comuni sono incentivati a impegnarsi. Il contributo di base, tuttavia, sarebbe troppo basso per poter garantire un impatto a livello economico e un importo accettabile del contributo a favore dei genitori. KiQ propone di usare il contributo federale per sostenere in modo sussidiario Cantoni e Comuni, affinché la Confederazione possa assumere il proprio ruolo sussidiario. kibesuisse non ritiene rilevante la tipologia di sistema di finanziamento utilizzato preferendo tuttavia la soluzione proposta nel progetto in quanto terrebbe meglio conto delle diverse consuetudini del sistema federale svizzero, anche se l’attuazione potrebbe rivelarsi complessa. L’associazione è tuttavia favorevole a un contributo di base del 30 per cento. Alleanza Infanzia mette in dubbio l’efficacia del sistema di incentivazione e teme che questo provochi iniquità tra i genitori e aumenti la complessità. L’organizzazione è a favore di un contributo unico pari al 20 per cento. In caso di mantenimento del sistema di incentivazione, l’associazione propone di introdurre un sistema di malus, per cui all’inizio tutti i Cantoni riceverebbero un contributo del 20 per cento. In caso di mancato, aumento dei sussidi, dopo un paio di anni il contributo federale è progressivamente ridotto scendere al di sotto del 10 per cento. Pro Juventute Svizzera dubita che sistema di bonus possa creare effettivamente un incentivo. Pro Enfance è contraria a introdurre un sistema di bonus e malus per evitare di svantaggiare i genitori dei Cantoni che non usufruiscono del contributo supplementare. READY! propone un contributo di base dal 20 al 30 per cento che si riduce progressivamente negli anni, a meno che i Cantoni non intensifichino i loro sforzi e riconoscano anche contributi corrispondenti per ridurre le tariffe richieste ai genitori, migliorare la qualità o per misure di integrazione.

Per quanto riguarda la definizione del contributo supplementare, kibesuisse chiede di rielaborare il metodo di calcolo per tenere conto dei sussidi che non contribuiscono a un’effettiva riduzione dei costi, ma impediscono un aumento dei contributi dei genitori. Secondo l’associazione, infatti, sarebbe importante evitare che Cantoni e Comuni siano piuttosto incentivati a tagliare sulla qualità. In questo senso Pro Juventute Svizzera chiede di verificare la definizione di sussidi cantonali computabili. Secondo iks (proposta subordinata), Procap Svizzera e SSLV (proposta subordinata) nel caso il contributo supplementare sia del 10 per cento non dovrebbero essere conteggiati soltanto i sussidi cantonali volti a ridurre i contributi dei genitori. Procap Svizzera sostiene che queste regole creerebbero un onere a livello burocratico e in molti casi sarebbe semplicemente impossibile ripartire nel dettaglio le diverse tipologie di costo. I sussidi cantonali che portano alla creazione di posti, a misure di integrazione e miglioramenti della qualità sul lungo periodo contribuiscono anche alle pari opportunità e alla conciliabilità e quindi dovrebbero essere favoriti anche con il contributo supplementare. Fissato il contributo di base al 20 per cento (come proposto da Procap Svizzera) sarebbe possibile investire anche nei suddetti ambiti oltre che nei contributi per i genitori e non sarebbe indispensabile modificare il capoverso 3. Protezione dell’infanzia Svizzera propone di tenere conto anche dei sussidi per migliorare la qualità della custodia.

5.3.4 Calcolo dei contributi I partecipanti hanno espresso pareri discordanti sulle modalità con cui sono valutate le condizioni specifiche locali (la cosiddetta regionalizzazione). I sostenitori di tali modalità sottolineano che i costi per un posto di custodia complementare alla famiglia varia