Rapporto sui risultati

Consultazione 2022/63: Revisione della legge federale sulla cartella informatizzata del paziente: finanziamento transitorio e consenso (incl. diritto esecutivo) · 69 pagine

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Rapporto sui risultati della procedura di consultazione sulla revisione della LCIP (finanziamento transitorio e consenso)

ADTG fa presente che la CIP è utile per i pazienti e può essere efficacemente impiegata nel processo di trattamento solo se nella CIP sono presenti le informazioni rilevanti ai fini della cura immesse da tutti i professionisti della salute coinvolti nel processo, informazioni che devono inoltre essere chiare e rapidamente accessibili o disponibili non soltanto in caso di urgenza. Ad oggi solo il 41 per cento degli ospedali soggetti all’obbligo di cui all’articolo 39 capoverso 1 lettera f LAMal hanno aderito alla CIP. Cresce dunque il rischio che un numero crescente di cartelle aperte non venga più gestito e sul fronte della popolazione c’è il timore che, se poco aggiornata, la CIP non venga più utilizzata entro brevissimo tempo. L’associazione degli aiuti finanziari al numero di cartelle aperte non è dunque funzionale allo scopo. Nella base di calcolo degli aiuti finanziari si dovrebbe quindi tassativamente tener conto anche del numero di fornitori di prestazioni che partecipano alla gestione della CIP.

ARTISET e ASPS sono anch’esse dell’idea che sia più funzionale allo scopo non far dipendere gli aiuti finanziari unicamente dal criterio del numero di CIP aperte, ma anche dal numero di fornitori di prestazioni affiliati a una comunità di riferimento che immettono effettivamente contenuti nella CIP e dall’integrazione di altre prestazioni complementari.

Non è in linea con la visione di IG eHealth e SHV che nel finanziamento transitorio si metta l’accento solamente sul numero di CIP aperte. Promuovere la diffusione è un elemento importante, ma non è l’unico fattore decisivo. Altrettanto centrale è l’affiliazione dei fornitori di prestazioni/professionisti della salute e l’integrazione profonda della CIP nei loro sistemi primari. Ai fini della concessione degli aiuti finanziari va dunque tenuto conto del numero di fornitori di prestazioni affiliati a una comunità di riferimento che immettono effettivamente contenuti nella CIP e dell’integrazione di altre prestazioni complementari.

Secondo SDV, il sostegno unilaterale alle comunità di riferimento non è funzionale allo scopo. L’organizzazione propone che nell’impostazione degli aiuti finanziari si tenga conto del numero di professionisti della salute affiliati a una comunità (di riferimento). In questo modo sarebbero premiate anche le comunità (di riferimento) che hanno fatto aderire alla CIP un numero superiore alla media di professionisti della salute. Una parte degli aiuti finanziari andrebbe inoltre destinata a compensare l’integrazione di altre prestazioni complementari (p. es. prescrizione medica elettronica), garantendo così pari trattamento alle comunità e comunità di riferimento attive a livello nazionale.

A Spitex sembra importante che i fornitori di prestazioni si affiliano a una comunità (di riferimento) per garantire che la CIP sviluppi il necessario valore aggiunto. È opportuno pertanto che gli aiuti finanziari siano associati al numero di fornitori di prestazioni affiliati a una comunità (di riferimento).

SVDG e VGI.ch ritengono che il progetto sia orientato troppo unilateralmente all’apertura delle cartelle e che dovrebbe includere inoltre contributi sostanziali ai costi operativi annui delle comunità di riferimento e delle comunità. Una «CIP vuota» non ne promuove la diffusione nella popolazione.

AD Swiss ricorda che l’ecosistema CIP non è costituito solo da pazienti e che altrettanto importanti sono i fornitori di prestazioni e i professionisti che ne fanno parte. L’affiliazione e la partecipazione attiva dei fornitori di prestazioni all’ecosistema sono decisive per l’ulteriore diffusione della CIP nella popolazione. Il successo della CIP si basa su tre criteri: contenuti utili, un numero elevato sia di fornitori di prestazioni che di cittadini/pazienti affiliati. Non si capisce dunque perché nella sua proposta il Consiglio federale punti unicamente all’affiliazione dei pazienti e non voglia invece indennizzare anche l’affiliazione dei fornitori di prestazioni, quando sono questi che immettono nelle cartelle contenuti e dati generatori di plusvalore, contribuendo peraltro in maniera essenziale all’apertura di una cartella da parte dei pazienti (iniziativa del fornitore di prestazioni). L’organizzazione propone dunque di tener conto del numero di fornitori di prestazioni affiliati a una comunità (di riferimento) che immettono effettivamente contenuti nella CIP. In questo modo vengono ricompensate anche le comunità che hanno posto l’accento sull’affiliazione del maggior numero possibile di fornitori di prestazioni, contribuendo così a far evolvere la CIP in un ecosistema. Va inoltre presa in considerazione l’integrazione di altre prestazioni complementari (p. es. prescrizione medica elettronica). Considerato che una condizione essenziale per il successo futuro della CIP sta nell’incrementarne l’utilità, AD Swiss propone inoltre che una parte degli aiuti finanziari sia destinato a sostenere lo sforzo profuso per