Rapporto sui risultati
Consultazione 2022/63: Revisione della legge federale sulla cartella informatizzata del paziente: finanziamento transitorio e consenso (incl. diritto esecutivo) · 69 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 22Fedlex · Rapporto sui risultati
Rapporto sui risultati della procedura di consultazione sulla revisione della LCIP (finanziamento transitorio e consenso)
dall’ordinamento federale. Considerata la responsabilità prioritaria dei Cantoni in ambito sanitario, occorre pertanto obbligarli a cofinanziare le comunità di riferimento. Affinché, tuttavia, l’assenza di quest’obbligo non abbia conseguenze spiacevoli per le comunità di riferimento, la comunità di riferimento richiedente deve poter beneficiare dell’importo degli aiuti finanziari cumulati (quote) di Confederazione e Cantoni. Per far questo la Confederazione dovrebbe versare l’importo totale degli aiuti finanziari cumulati e il Cantone essere chiamato a rifonderle l’importo della propria quota se ne ha illecitamente ritardato il pagamento.
A parere di BEKAG, FMH, IPAG e mfe, l’esclusione delle comunità dal finanziamento transitorio rappresenta un’ingerenza nella libera evoluzione dell’economia di mercato a vantaggio delle comunità di riferimento. Per i pazienti, il fulcro delle informazioni contenute in una cartella è costituito dai medici di famiglia e dai medici che esercitano nel settore ambulatoriale, tutti perlopiù affiliati all’unica comunità CIP certificata (AD Swiss). L’assistenza ambulatoriale non si ferma ai confini cantonali. Gli studi collettivi o le catene di studi possono essere distribuiti su più Cantoni e assistere pazienti di Cantoni diversi. Lo stesso vale per gli istituti sanitari o di riabilitazione attivi in diversi Cantoni. Dal punto di vista organizzativo e finanziario è dunque inaccettabile che una struttura sanitaria sia affiliata a più comunità di riferimento. Anche AVKZ deplora il fatto che solo le comunità di riferimento certificate beneficino dell’aiuto finanziario. mfe e SGAIM criticano invece la mancanza di spiegazioni riguardo al fabbisogno finanziario delle comunità di riferimento.
FMH e mfe chiedono degli aiuti finanziari per la cura delle cartelle da parte dei professionisti della salute. Il finanziamento della loro gestione non deve in nessun caso essere ripercosso su questi operatori (p. es. sotto forma di quote associative più elevate). La preparazione di dati rilevanti ai fini della cura da inserire nella CIP causerà presumibilmente un onere supplementare significativo a carico degli studi medici del settore ambulatoriale, oneri che come la formazione dei collaboratori o quelli generati nel quadro di un audit non sono al momento indennizzati. Nella maggior parte dei casi non sono neppure disponibili mezzi tecnologici adatti a permettere per esempio l’integrazione profonda di una CIP nella cartella clinica elettronica, onere supplementare che non può essere assunto a causa della mancanza di personale specializzato.
IG eHealth e SHV fanno osservare che il Parlamento federale si è pronunciato a favore della creazione di un regime di concorrenza fra comunità di riferimento e che la legge prevede esplicitamente comunità di riferimento e comunità. Il sostegno unilaterale alle comunità di riferimento, cofinanziate unicamente dai Cantoni, è problematico dal punto di vista giuridico. Ed è pure errato dal punto di vista materiale, in quanto non è sensato affiliare solamente pazienti. Fanno presente infatti che la campagna di informazione prevede due fasi:
• informazione dei fornitori di prestazioni (del settore ambulatoriale);
• informazione dei cittadini.
Questo modo di procedere è, secondo loro, concettualmente corretto e raccomanda
anch’esso di prevedere un finanziamento «duale» dell’adesione alla CIP (pazienti e fornitori di prestazioni/professionisti della salute). La CIP non può esplicare la sua utilità se ad aderirvi sono prioritariamente i cittadini, mentre mancano contemporaneamente i fornitori di prestazioni del settore ambulatoriale che la utilizzano e vi inseriscono contenuti utili. IG eHealth e SHV vedono dunque una cesura tra la campagna di informazione sulla CIP della Confederazione, che è concettualmente coerente, e la presente proposta di finanziamento transitorio che si concentra unicamente sull’adesione dei cittadini.
IGMG osserva che non sono solo le comunità di riferimento a dover essere gestite in maniera imprenditoriale, ma anche gli istituti dei fornitori di prestazioni. Così come la registrazione di dati nella cartella, anche la predisposizione delle infrastrutture tecniche deve essere finanziata da appositi crediti. Per il finanziamento di questo compito propone dunque di a) riunire le comunità di riferimento in una piattaforma CIP e b) aumentare in maniera corrispondente il credito.
Interpharma insiste sul fatto che occorra evitare una disparità di trattamento tra le comunità di riferimento istituite dai Cantoni e le altre comunità di riferimento. Il finanziamento della CIP deve essere concesso alle stesse condizioni in tutti i casi, indipendentemente dalla comunità di