Rapporto esplicativo
Consultazione 2023/12: Strategia di cooperazione internazionale 2025–2028 · 69 pagine
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e a trovare soluzioni per l’integrazione dei migranti e delle persone sfollate nei Paesi partner. A lungo termine la CI agisce sulle cause profonde della migrazione irregolare e forzata, come la povertà, l’assenza di opportunità economiche, l’impossibilità di accedere a servizi di base, i conflitti armati, le violazioni sistematiche dei diritti umani o le catastrofi ambientali.
Sanità: a breve termine la CI investe nella risposta rapida alle crisi sanitarie, a medio termine sostiene le campagne in materia di salute pubblica e igiene, come pure il rafforzamento delle funzioni che rendono un sistema sanitario resiliente e capace di prevenire e gestire le crisi, e a lungo termine promuove la creazione di condizioni di vita sane, in grado di mantenere le persone in buona salute e di evitare malattie come le zoonosi («one health»). A questo scopo, la CI interviene su fattori determinanti per la salute quali l’istruzione, la qualità dell’aria, l’alimentazione, l’acqua e i servizi igienico-sanitari. Sul piano bilaterale, la sanità è una priorità della CI in 20 Paesi prioritari della DSC. La Svizzera sostiene inoltre organizzazioni multilaterali come l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), il Programma congiunto delle Nazioni Unite sull’HIV/AIDS (UNAIDS) e strutture specifiche come il Fondo globale per la lotta contro l’AIDS, la tubercolosi e la malaria. Insieme al settore privato, la CI si adopera a favore dello sviluppo e dell’accessibilità di prodotti e tecnologie medici innovativi e promuove soluzioni digitali all’avanguardia.
Reazione alla pandemia di COVID-19
La Svizzera ha contribuito alla lotta globale contro la pandemia di COVID-19 con 460 milioni di franchi nel quadro di iniziative multilaterali, come «Access to COVID 19 Tools /ACT-A» (parità di accesso e di disponibilità in particolare nei contesti fragili) e la distribuzione di quasi 1,8 miliardi di dosi di vaccino a 87 Paesi a basso o medio reddito attraverso il meccanismo COVAX-AMC. Ha inoltre partecipato all’equipaggiamento di ospedali, principalmente in Asia, mediante 14 forniture di beni di prima necessità. Oltre agli interventi in ambito sanitario, la Svizzera ha permesso di realizzare progetti di insegnamento a distanza per bambini e di garantire sostegno a lavoratori del settore informale. L’economia locale di regioni fortemente toccate da questa crisi (Perù, Tunisia e Albania) è stata rafforzata grazie a programmi di stabilizzazione fiscale, finanziaria e monetaria condotti dalla SECO. Il Swiss Investment Fund for Emerging Markets (SIFEM) ha sostenuto alcune PMI garantendo loro liquidità supplementare e ha investito in una società africana che produce vaccini contro la COVID-19. L’audit del Controllo federale delle finanze sulle sovvenzioni delle misure contro la COVID-19 nei Paesi in sviluppo (https://www.efk.admin.ch/it/) mostra che gli investimenti della DSC in reazione alla crisi provocata dalla pandemia sono basati su criteri chiari e un’analisi approfondita dei bisogni, sul vantaggio comparativo della Svizzera, nonché su considerazioni riguardanti l’efficacia e il rapporto costi/benefici.