Rapporto esplicativo

Consultazione 2023/50: Revisione parziale della legge sulle epidemie · 124 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 2Fedlex · Rapporto esplicativo

Compendio

La legge sulle epidemie (LEp), entrata in vigore dopo una revisione totale nel gennaio 2016, disciplina come e da chi sono individuate, sorvegliate, prevenute e combattute le malattie trasmissibili. La sua esecuzione, compresa la gestione della crisi COVID-19, ha evidenziato la necessità di migliorare ulteriormente le condizioni giuridiche quadro per

proteggere la popolazione dalle malattie trasmissibili. Oltre a eliminare problemi pun-

tuali di esecuzione, la presente revisione parziale mira a consentire alla Confederazione

e ai Cantoni di gestire meglio le epidemie e le altre grandi sfide future per la salute pub-

blica, tenendo conto anche delle più recenti possibilità scientifiche e tecniche.

Situazione iniziale

La LEp stabilisce come e da chi sono individuate, sorvegliate, prevenute e combattute le malattie trasmissibili, facendo una distinzione tra situazione normale, situazione particolare e situazione straordinaria. La ripartizione dei compiti tra la Confederazione e i Cantoni varia a seconda della situazione. Per ogni ambito – individuazione/sorveglianza, prevenzione e lotta – la LEp definisce provvedimenti specifici. Contiene inoltre strumenti di carattere più generale, per esempio programmi nazionali, provvedimenti di preparazione ai particolari pericoli per la salute pubblica e misure di promozione finanziaria.

Le esperienze maturate con l’esecuzione dall’entrata in vigore nel 2016 e la crisi COVID-19 quale banco di prova della legge hanno evidenziato la necessità di una nuova revisione. Durante l’epidemia di COVID-19, da un lato sono emerse incertezze sui passaggi da una situazione all’altra. Dall’altro, alcune disposizioni si sono rivelate troppo vaghe (p. es. per quanto riguarda la preparazione a una pandemia), troppo complesse (p. es. in relazione all’assunzione delle spese per le vaccinazioni con vaccini acquistati dalla Confederazione) o lacunose (p. es. nell’ambito della digitalizzazione). Una revisione è tuttavia necessaria, anche a prescindere dalla COVID-19, per poter gestire meglio grandi sfide future (p. es. resistenze antimicrobiche, infezioni associate alle cure), sfruttare meglio le nuove possibilità scientifiche e tecniche (p. es. sequenziamenti genetici) ed eliminare problemi puntuali di esecuzione.

Contenuto del progetto

La revisione adegua le disposizioni vigenti della LEp, vi trasferisce determinati elementi della legge COVID-19 del 25 settembre 2020 e completa la LEp con nuovi contenuti normativi.

Il progetto di revisione ottimizza il modello a tre livelli. Attribuisce al Consiglio federale la competenza di accertare la situazione particolare e di prendere al contempo le decisioni in materia di strategia, organizzazione e collaborazione necessarie per lottare contro il pericolo. Inoltre dà maggior peso alla preparazione alle situazioni particolari in generale e rafforza gli strumenti di prevenzione dei pericoli per la salute pubblica.

Nell’ambito dell’individuazione e della sorveglianza delle malattie trasmissibili, da un lato le novità tengono conto delle strette interazioni tra la salute umana, quella animale e quella dell’ambiente (One Health). Dall’altro migliorano la base legale per poter sfruttare maggiormente gli sviluppi scientifici e tecnici più recenti, per esempio il sequenziamento genetico degli agenti patogeni, ai fini della sorveglianza: le aziende alimentari dovranno così inviare ai laboratori, a determinate condizioni, campioni risultanti dal controllo autonomo, affinché possano essere sequenziati. Gli impianti di depurazione delle acque di scarico e altre strutture potranno inoltre essere obbligati a collaborare alla sorveglianza delle acque di scarico.

Per quanto riguarda gli obblighi di dichiarazione, vigenti e nuovi, nei limiti del possibile si applicherà il principio once only: in futuro, le dichiarazioni dei professionisti e delle istituzioni del settore sanitario saranno inviate quasi esclusivamente a un servizio centrale, di norma il sistema nazionale d’informazione «Dichiarazioni delle malattie trasmissibili». Il consumo di antimicrobici sarà sottoposto a una sorveglianza più rigorosa – nei limiti del possibile sfruttando le