Rapporto sui risultati

Consultazione 2023/76: Revisione parziale dell’ordinanza sulla radiotelevisione (ORTV) · 9 pagine

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1.1 Risultati della consultazione

1.2 In generale

Considerato il notevole numero di pareri pervenuti, il rapporto si concentra sulle osservazioni più importanti1, soffermandosi in particolare su quelli dei Cantoni, dei partiti politici rappresentati

nell'Assemblea federale, delle associazioni mantello e dei gruppi d'interesse particolarmente coinvolti

> Procedure di consultazione > Concluse > 2023 > DATEC

In quasi tutti i pareri si accoglie con favore che il Consiglio federale respinga l'«Iniziativa SSR». Per alcuni la proposta è eccessiva. Molti temono uno smantellamento del servizio pubblico e in aggiunta criticano che il quadro finanziario della SSR sia determinato prima di definire il mandato, mentre si dovrebbe procedere al rovescio. Si deplora inoltre l'assenza di informazioni importanti nei documenti di consultazione, come dichiarazioni sulle concrete conseguenze della prevista riduzione in termini di budget, portata e contenuto dell'offerta della SSR.

Per altri partecipanti, invece, la proposta del Consiglio federale non è sufficiente. Molti ritengono che la riduzione del canone a carico delle economie domestiche sia troppo modesta e chiedono che il canone a carico delle imprese sia soppresso.

Sia le voci contrarie che quelle favorevoli criticano come si sta procedendo sul piano democratico: il progetto di consultazione presentato, ossia una regolamentazione tramite ordinanza, impedisce o anticipa un dibattito pubblico o parlamentare su una questione di rilevanza politica.

1.3 Pareri dei Cantoni

14 governi cantonali (AG, AI, AR, BE, GE, LU, NE, NW, SH, SO, SG, SZ, ZG, ZH) si sono espressi a favore del progetto di consultazione del Consiglio federale. Lo considerano un compromesso accettabile all'«Iniziativa SSR». È vero che la riduzione del canone radiotelevisivo comporterebbe minori entrate per la SSR, tuttavia queste sono considerate gestibili e le riduzioni rispetto all'offerta attuale sono ritenute accettabili. La SSR continuerebbe pertanto a offrire un buon servizio mediatico di base. Il Cantone BE ritiene che il canone a carico delle imprese dovrà essere soppresso a medio termine.

Molti Cantoni vincolano la loro approvazione a determinate richieste: innanzitutto il mantenimento delle notizie regionali della SSR. Sia per le regioni linguistiche che per le regioni (rurali), questi resoconti informativi sono indispensabili per la formazione di un'opinione indipendente da parte della

popolazione. Di conseguenza, i Cantoni chiedono che si rinunci a uno smantellamento, in particolare per i notiziari regionali di Radio SRF. Diversi Cantoni (ad es. AG, GE, NE, SO) chiedono inoltre che la riduzione del canone non vada a scapito delle emittenti radiofoniche locali e delle televisioni regionali con concessione.

12 cantoni (BL, BS, FR, GL, GR, JU, OW, TG, TI, UR, VD, VS) sono contrari alla riduzione del canone e a favore del mantenimento dello status quo presso la SSR. Sottolineano l'importanza del ruolo della SSR per la formazione democratica dell'opinione, la coesione nazionale e la diversità culturale della Svizzera. I Cantoni mettono in guardia da una perdita in termini di servizio pubblico e della pluralità dell'offerta in caso di riduzione del canone. Temono soprattutto una riduzione dei notiziari regionali presso Radio SRF, un indebolimento del giornalismo di qualità e in generale una diminuzione della pluralità dei media in Svizzera. Il ruolo della SSR diventa ancora più importante a seguito delle misure di risparmio adottate dai gruppi mediatici privati, in particolare a causa della crescente

importanza delle piattaforme digitali come Facebook e YouTube.

1 I pareri in cui non viene presa una posizione chiara non sono menzionati nel rapporto. 3/9 BAKOM-D-55D73401/347