Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/76: Revisione parziale dell’ordinanza sulla radiotelevisione (ORTV) · 9 pagine
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Alcuni Cantoni temono che, per motivi di risparmio, la SSR rinunci al suo radicamento regionale a favore di una centralizzazione delle sedi di produzione. Ne risulterebbe una riduzione dei posti di lavoro nelle relative regioni.
In linea con i Cantoni che appoggiano il progetto in consultazione, anche gli oppositori sono favorevoli a garantire che la riduzione delle quote di partecipazione al canone non abbia conseguenze finanziarie per le emittenti radiofoniche locali e le televisioni regionali con concessione, anch'esse cofinanziate dal canone radiotelevisivo.
A prescindere dalla loro posizione favorevole o contraria nei confronti del progetto in consultazione,
molti Cantoni sottolineano l'importante ruolo della SSR a livello istituzionale: in una democrazia, un servizio pubblico forte assume una funzione chiave. La SSR è caratterizzata da un giornalismo
indipendente, diversificato, di qualità, affidabile e completo in tutte le regioni linguistiche. Proteggere questo aspetto è importante, tra l'altro anche alla luce dell'attuale tendenza a diffondere fake news e disinformazione.
Oltre ai Cantoni, hanno partecipato alla consultazione anche singoli Comuni, commissioni e
organizzazioni regionali. Le loro argomentazioni a favore e/o contro il progetto di modifica riprendono in parte quelle appena citate. Sono ad esempio favorevoli alla riduzione del canone il Gruppo per le regioni di montagna o il Consiglio del Giura bernese. L'approvazione di quest'ultimo è vincolata alla richiesta che la SSR continui a offrire una buona qualità giornalistica e a fornire servizi giornalistici alle regioni. L'Unione delle città svizzere, le singole città e i Comuni rifiutano la riduzione del canone
radiotelevisivo. Temono un indebolimento della SSR, uno smantellamento dell'offerta, soprattutto nelle regioni, nonché il rischio di tagli ai posti di lavoro e alle sedi.
1.4 Pareri dei partiti politici
L'Alleanza del Centro appoggia la prevista riduzione del canone radiotelevisivo in quanto ritiene che si tratti di un modo valido per opporsi all'«Iniziativa SSR» e per sostenere la SSR. Come i Cantoni
favorevoli, anche l'Alleanza del Centro è a favore di una SSR forte, in particolare nel settore del
giornalismo d'informazione. La SSR deve continuare a offrire servizi informativi indipendenti e di qualità in tutte le regioni linguistiche e contribuire alla coesione nazionale.
Anche il partito PLR.I Liberali è favorevole alla riduzione del canone a carico delle economie
domestiche, pretende però la soppressione del canone a carico delle imprese. Inoltre si esprime a favore dell'aumento della quota di partecipazione al canone per le emittenti radiofoniche locali e le televisioni regionali con concessione. Per come procedere, propone al Consiglio federale di aspettare di decidere in merito alla revisione parziale dell'ORTV fino alle deliberazioni parlamentari sull'«Iniziativa SSR». L'UDC considera la riduzione del canone a carico delle economie domestiche un passo nella giusta direzione. A suo avviso, non è però sufficiente e chiede inoltre la soppressione del canone a carico delle imprese.
Il PS e I Verdi sono contrari alla proposta del Consiglio federale. Alla luce dell'attuale crisi del
paesaggio mediatico svizzero, il servizio mediatico pubblico della SSR, radicato in tutte le regioni linguistiche, non dovrebbe essere ridotto né in termini di contenuto né di struttura ma dovrebbe
continuare a fornire i servizi attuali. Secondo il PS, la prevista riduzione di soli 35 franchi all'anno per le economie domestiche non rappresenta uno sgravio ma comporterebbe un massiccio indebolimento del servizio mediatico. Il PEV argomenta in modo simile. Anche il PVL si è espresso in modo contrario.
Chiede un dibattito sul mandato di servizio pubblico e su modelli di finanziamento alternativi.
I partiti rappresentati nell'Assemblea federale concordano su due punti: poiché il Consiglio federale propone misure di sua competenza a livello di ordinanza senza contrapporre all'iniziativa un
controprogetto indiretto a livello legislativo, anticipa il dibattito parlamentare sull'«Iniziativa SSR»
limitando in questo modo le possibilità di azione del Parlamento. Inoltre, tutti i partiti criticano che il Consiglio federale definisca il quadro finanziario della SSR prima del dibattito sul suo mandato.
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