Rapporto sui risultati
Consultazione 2024/1: Revisione totale dell’ordinanza sulla maturità professionale federale (OMPr) · 116 pagine
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Organizzazioni del settore della formazione
Organizzazioni nazionali
CSFP, CSD e TRSP accolgono esplicitamente le direttive concernenti il blended learning, che forniscono un quadro per un apprendimento moderno in contesti differenti. Concordano inoltre con la definizione e la descrizione di blended learning, compresi i tre contesti di apprendimento specifici, nonchÈ la precisazione nell’articolo 5 OMPr e le disposizioni complementari contenute nel programma quadro. Per quanto riguarda il capitolo 9.3.4, condividono la precisazione sul volume delle lezioni in presenza e delle lezioni da seguire in classe per la MP1 e la MP2. Tuttavia, sottolineano che tale requisito comporter‡ una riduzione dello studio autonomo assistito e nei cicli di formazione che esistono da diversi anni offerti da operatori privati. Infine, accolgono con favore le norme per l’impostazione per delle offerte di blended learning (cap. 9.3.5) e i requisiti per i docenti (cap. 9.3.6).
Organizzazioni cantonali e intercantonali
ALV sottolinea che il blended learning non avere come effetto l’isolamento degli allievi e si oppone a una riduzione delle lezioni. Ritiene che nella MP2 il 40 % di lezioni in presenza sia una percentuale troppo bassa e propone un minimo del 60 %. L’esperienza ha dimostrato che questa percentuale Ë necessaria per portare a termine con successo la formazione e allo stesso tempo permette alle scuole di introdurre profili flessibili. L'organizzazione sottolinea inoltre che non bisogna confondere il blended learning con la volontà di risparmiare sugli spazi per l’apprendimento e che le scuole devono disporre di risorse sufficienti, ad esempio per la formazione continua del corpo docente.
BCH-FPS ritiene che dalle spiegazioni contenute nel PQ MP emerga chiaramente che il blended learning non puÚ assolutamente avvenire solo per via digitale. Per questo, i media digitali menzionati nel capitolo 9.3.1 devono essere riportati solo come una delle opzioni possibili per il blended learning. Per quanto riguarda il capitolo 9.3.1.3, BCH-FPS suggerisce di distinguere lo studio individuale dal blended learning in quanto non si svolge sotto la guida dei docenti. Di conseguenza, lo studio individuale dovrebbe non essere compreso nelle 1440 lezioni, bensÏ nelle ore di studio rimanenti. Per quanto riguarda il capitolo 9.3.4, BCH-FPS ritiene che le regole per il blended learning e le lezioni in presenza siano troppo restrittive poiché l’apprendimento digitale permette di fare progressi considerevoli. BCH- FPS ritiene che le linee guida si basino su uno studio non conforme ai requisiti scientifici e che il rapporto tra insegnamento in presenza e apprendimento a distanza (senza vincoli fisici) sia del tutto arbitrario. Inoltre, ritiene che la definizione di cifre per l’apprendimento in modalità non sincronica sul posto e per l’apprendimento sincronico a distanza non sia né necessaria né comprensibile a livello didattico. Infine, BCH-FPS propone di sostituire le linee guida con l’offerta di diversi modelli didattici.
LKB condivide tutte le osservazioni fatte da CSFP, CSD e TRSP in questo capitolo.
SVMEP critica l’introduzione del blended learning, che cambier‡ le condizioni di lavoro di allievi e insegnanti.
Organizzazioni delle scuole del livello secondario II e delle SUP
Per quanto riguarda il capitolo 9.3.4, AKAD/Minerva ritiene che il PQ MP non tenga sufficientemente conto della situazione dei lavoratori: dato che nella MP2 di un anno Ë previsto il 40 % di lezioni in presenza in modalit‡ sincronica una persona puÚ lavorare a una percentuale massima del 60 %. Il requisito del 40 % comporta un aumento del 10 % rispetto al passato e, secondo AKAD/Minerva, Ë stato scelto arbitrariamente o non Ë supportato scientificamente. AKAD/Minerva chiede che la percentuale venga ridotta al 30 %.