Rapporto sui risultati

Consultazione 2024/61: Credito d’impegno destinato a indennizzare l’offerta di trasporto del traffico regionale viaggiatori (TRV) negli anni 2026–2028 · 11 pagine

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Riferimento: BAV-313.00-19/2/5/1

Per più Cantoni, la Confederazione deve procurarsi i mezzi necessari per adempiere ai propri obblighi, in particolare quello di cofinanziamento del 50 per cento delle indennità del TRV a livello nazionale,

come previsto dalla legge (art. 30 cpv. 1 LTV). I Cantoni respingono il trasferimento unilaterale degli oneri dalla Confederazione a loro carico.

Secondo un’ulteriore argomentazione, a causa della forte pressione per la riduzione dei costi a livello federale e cantonale, le previsioni di ricavi delle IT sono state aumentate al massimo già nel 2024 e nel 2025, pertanto nel 2026–2028 si possono prevedere solo incrementi marginali dei ricavi.

Una Svizzera in crescita ha bisogno di TP in crescita. Senza un aumento del credito d’impegno, si dovrebbero cancellare gli ampliamenti già pianificati dell’offerta nei TP e gli investimenti necessari o rimandare l’elettrificazione del TP su strada, ipotesi respinta da diversi partecipanti.

La proposta del Consiglio federale è inferiore di 345 milioni di franchi al fabbisogno rilevato dall’UFT sulla base di un sondaggio condotto presso le IT. Queste ultime possono tuttavia compensare solo una parte della differenza. In merito, la CTP e l’UTP ritengono che le IT possano colmare rispettivamente il 50 e il 40 per cento della lacuna con misure proprie (incremento dell’efficienza e maggiori ricavi).

Contestazione dell’aumento del credito da parte di una minoranza

Quattro partecipanti (UDC, PLR, USC, economiesuisse) hanno respinto la proposta e/o richiesto una riduzione.

economiesuisse è in linea di massima favorevole al credito d’impegno proposto. Un finanziamento costante del TRV è un investimento conveniente per la Svizzera. Tuttavia, la crescita strutturale delle spese in questo settore è problematica. Inoltre, il TRV dovrebbe contribuire alla correzione del bilancio, come proposto dal Consiglio federale sulla base del rapporto del gruppo di esperti Gaillard.

Il PLR mette in discussione l’aumento del credito a causa del costante rincaro del TRV e della difficile situazione delle finanze federali. A tale proposito si rimanda al rapporto Gaillard 2024, pagg. 42–43 e, per una questione di simmetria dei sacrifici, occorre discutere anche dell’aumento del grado di copertura dei costi nel TRV e dell’adeguamento dell’offerta prestazionale.

L’UDC respinge il credito d’impegno proposto in quanto supera i costi di manutenzione necessari e le prestazioni esistenti. Per l’UDC è indubbia l’importanza del TRV, ma ritiene che lo sviluppo debba essere proporzionato e non gravare a ogni costo sulle finanze della Confederazione (in termini di politica ambientale e di concorrenza con il trasporto individuale). Già oggi il sistema dei sussidi è un pozzo senza fondo e la crescita incontrollata dei costi che lo accompagna non è né appropriata né proporzionata in considerazione della pressione subita dalle finanze federali. Secondo l’UDC, allo stato attuale tutte le richieste di ampliamento ferroviario rappresentano uno sviluppo imprudente dell’infrastruttura, che mette a repentaglio il futuro di un trasporto viaggiatori funzionante. L’utilità degli ampliamenti deve basarsi su un chiaro programma d’offerta e garantire vantaggi netti e significativi. Per questo motivo, l’UDC chiede di porre immediatamente un freno all’eccessivo attivismo e di concentrarsi soprattutto sul mantenimento della qualità. Ritiene che prima di poter prendere in considerazione un potenziamento significativo, sia necessario migliorare considerevolmente il grado di copertura dei costi attraverso i ricavi dei trasporti.

L’USC si oppone all’aumento del credito d’impegno per motivi di politica finanziaria.

6/11 BAV-D-3BDB3401/1041