Rapporto sui risultati

Consultazione 2025/106: Legge federale sul rispetto degli obblighi di neutralità in relazione alla situazione in Ucraina · 9 pagine

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BE e FR respingono il progetto nel suo insieme. BE ritiene che il concetto di «diritto della neutralità» espresso nel progetto sia ormai superato e che il principio della parità di trattamento si applichi attualmente a troppi beni. Secondo BE, dovrebbe esserci un trattamento differenziato tra lo Stato aggressore e quello aggredito, in linea con la Carta delle Nazioni Unite (RS 0.120). BE spiega che la regolamentazione non verrebbe capita dai partner della Svizzera in Europa, il che si ripercuoterebbe negativamente sull’insieme delle industrie ubicate nel Cantone di Berna. Anche FR sostiene che il suo rifiuto è dovuto all’indebolimento dell’industria e sottolinea che il progetto comporterebbe un’inutile complessità aggiuntiva per le norme della legge sul materiale bellico; inoltre, sempre FR ritiene che sarebbe opportuno esaminare in modo più approfondito la compatibilità del progetto con la legge sul materiale bellico.

3.2 Partiti politici

Il PLR sostiene il progetto e sottolinea in particolare il fatto che quest’ultimo non comporta una modifica della prassi; inoltre, valuta positivamente il fatto che la disposizione sia facoltativa (disposizione potestativa), il che lascia al Consiglio federale un ampio margine di manovra.

I Verdi e il PS respingono il progetto proposto del Consiglio federale. Entrambi ritengono che non sia opportuno riservare parità di trattamento all’aggressore e allo Stato aggredito. Nello specifico, il PS chiede un’interpretazione del diritto di neutralità basata principalmente sulla Carta delle Nazioni Unite e non sulla Convenzione dell’Aja. Inoltre, sia i Verdi che il PS ritengono che il concetto di «beni utilizzabili a fini militari» sia interpretato in modo troppo ampio e che questa interpretazione porrebbe il nostro Paese in una posizione di svantaggio in termini di politica di sicurezza, soprattutto perché la Svizzera verrebbe sempre più esclusa dalle catene di approvvigionamento rilevanti per la sicurezza. Inoltre, i Verdi e il PS ritengono che il progetto invii un segnale non auspicato a livello di politica estera.

Il PS sostiene inoltre che il progetto sia problematico dal punto di vista dello Stato di diritto, in quanto il diritto di necessità non dovrebbe essere trasformato in diritto permanente. Infine, il PS critica il fatto che, storicamente, il diritto della neutralità sia stato interpretato in modo diverso e cita come esempio la prassi della Svizzera durante le guerre in Corea e in Iraq. A prescindere dal progetto nel suo complesso, il PS ne critica anche il titolo: a suo avviso nasconde il fatto che in questo caso lo Stato aggressore e quello aggredito sono chiaramente identificabili, inviando così un segnale sbagliato a livello internazionale.

Il Centro respinge il progetto soprattutto per motivi di politica di sicurezza e auspica un’interpretazione più restrittiva rispetto al passato dei «beni utilizzabili a fini militari». Chiede una soluzione più generale che non sia applicabile solo alla guerra in Ucraina. Il Centro critica anche il titolo del progetto.

3.3 Associazioni mantello dell’economia

economiesuisse è scettica e critica il fatto che alcune formulazioni del progetto siano troppo imprecise, il che, a suo avviso, porta a un’interpretazione troppo ampia del concetto