Rapporto intermedio

Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 118 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 63Fedlex · Rapporto sui risultati

HotellerieSuisse, tutti i partecipanti del settore universitario (tra cui BFH, Consiglio dei PF, FHNW, swissuniversities, phH GR, HES-SO Rektorat, Università della Svizzera italiana, SUPSI, UZH, UNIGE), le associazioni degli insegnanti e dei dirigenti scolastici che si esprimono su Erasmus+ (tra cui CLACESO, SER, VSLCH, CDLS) nonché 13 dei 14 partecipanti che rappresentano gli interessi degli studenti (tra cui USU, FEN, VSETH, HES-SO Studierende, SUB, FAE, skuba, VSPHS, Students fhnw) si pronunciano a favore della partecipazione della Svizzera a Erasmus+.

Swiss Textiles, Swissmem, SSI e MASS-VOLL si dichiarano invece contrari.

2.8.1.7 Contenuti di Erasmus+

In totale 53 partecipanti si esprimono sui contenuti di Erasmus+, 51 di loro positivamente (tra cui Verdi, PVL, PS, USAM, Travail.Suisse, a+, Consiglio dei PF, swissfaculty, swissuniversities, diverse associazioni studentesche) e 2 negativamente (UDC, Il Centro).

I Verdi sottolineano l’importanza sociale degli scambi internazionali per rafforzare le conoscenze, gli scambi culturali e la capacità innovativa delle nostre università.

PVL e PS sottolineano il potenziale di Erasmus+ per accrescere le competenze dei giovani e creare nuove prospettive. Inoltre, PS considera questo programma un investimento strategico contro la carenza di personale qualificato, investimento che incentiva anche le pari opportunità e la competitività del panorama formativo svizzero.

Il Centro ritiene che i contenuti di Erasmus+ si stiano sviluppando in maniera sempre più indefinita, arrivando a includere settori che, in base al principio di sussidiarietà, non necessitano di un coordinamento europeo.

Secondo UDC, con l’associazione a Erasmus+ i partecipanti svizzeri al programma saranno esposti agli obiettivi e ai valori politici dell’UE. Inoltre, UDC ritiene che, a causa delle norme fissate dall’UE, la partecipazione al programma costituisca un’ingerenza nella sovranità dei Cantoni, competenti in materia di istruzione scolastica (mandato costituzionale). Secondo il partito, l’orientamento dei piani di studio alle linee guida di Erasmus+ per avere diritto ai finanziamenti comporta il rischio di un indottrinamento unilaterale e filoeuropeo di apprendisti e studenti anziché incentivare un’istruzione neutrale e aperta verso il mondo. Per questo UDC chiede di portare avanti la soluzione svizzera.

Alcuni partecipanti del settore universitario, tra cui BFH, Consiglio dei PF, FHNW, swissuniversities, Università della Svizzera italiana, UZH e UNIGE, sottolineano che Erasmus+ è molto più di un programma di mobilità e che svolge un ruolo sempre più essenziale nel promuovere l’internazionalizzazione della formazione universitaria in Europa. In particolare, viene sottolineata l’importanza del finanziamento della partecipazione svizzera alle alleanze delle università europee attraverso un’associazione a lungo termine poiché quest’ultima è uno strumento efficace per l’internazionalizzazione e il posizionamento strategico di tutti gli atenei svizzeri.