Rapporto sui risultati

Consultazione 2025/6: 21.498 n Iv.pa. Roduit. Attuare il rapporto di valutazione concernente le perizie mediche nell’AI · 14 pagine

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La SUVA respinge la modifica proposta e dubita che la perizia congiunta prevista avrebbe l’effetto auspicato. Ritiene che il fatto che due periti della stessa disciplina debbano effettuare una perizia ritarderebbe le procedure nell’ambito dell’AI e le renderebbe più costose, il che non è nell’interesse degli assicurati. Sottolinea inoltre che la nuova procedura complicherebbe la collaborazione tra l’assicurazione contro gli infortuni, l’assicurazione militare e l’AI, poiché le assicurazioni non sono soggette alle stesse regole procedurali. Poiché il SMR non è un organo dell’assicurazione contro gli infortuni né dell’assicurazione militare, potrebbero sorgere diversi problemi, in particolare per quanto riguarda le questioni specifiche attinenti al diritto degli infortuni o al diritto delle assicurazioni militari, in caso di ricorso a perizie congiunte in cui i periti non raggiungano un consenso e il SMR debba, se del caso, trarre le conclusioni. Parte quindi dal principio che, con l’entrata in vigore della disposizione prevista, in futuro verrebbero richieste più perizie distinte, il che non è né auspicabile né opportuno. È infine del parere che con la riforma Ulteriore sviluppo dell’AI, entrata in vigore il 1° gennaio 2022, sia già stato introdotto uno strumento adeguato per il controllo della qualità delle perizie, che deve ancora dimostrare la sua efficacia.

Inclusion Handicap, Agile, insieme Svizzera, Procap - Associazione svizzera degli invalidi, Pro Mente Sana, Pro Infirmis, Associazione Cerebral Svizzera e Rechtsberatungsstelle UP

appoggiano l’attuazione di questo nuovo strumento che reputano importante e opportuno. Ritengono che soltanto una perizia congiunta possa garantire alle parti interessate – assicurati e uffici AI – di vedersi riconosciuto un peso equivalente nell’ambito del tentativo di conciliazione sulla scelta del perito. A loro avviso, il rischio di dover contemplare la procedura di perizia congiunta inciterà sia gli uffici AI che gli assicurati a sforzarsi veramente di giungere a un consenso nella designazione di un perito. Nella grande maggioranza dei casi, ciò consentirà di pervenire a un accordo. Inoltre, argomentano che poiché le perizie congiunte saranno effettuate soltanto in situazioni straordinarie, il progetto non aumenterà la richiesta di periti e non inasprirà quindi la carenza di specialisti qualificati. Per quanto concerne il ruolo del SMR, in caso di risultati e valutazioni divergenti dei due periti, sono d’accordo con il principio che il SMR prenda posizione sugli aspetti non condivisi e comunichi le proprie conclusioni sulla valutazione medica. Propongono tuttavia di completare l’articolo 57 capoverso 4 LAI affinché la presa di posizione del SMR debba essere preceduta da uno scambio di opinioni mediante una «tavola rotonda» tra i due periti e il SMR.

La FMH è favorevole all’introduzione di questo nuovo strumento. Propone tuttavia una valutazione preliminare dell’effettiva disponibilità di un numero sufficiente di periti dotati delle qualità richieste e dell’indipendenza necessaria, anche nelle loro relazioni reciproche. Esprime invece riserve riguardo al ruolo del SMR. Ritiene che, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, il suo parere non costituisce una valutazione medica indipendente e non può dunque fungere da base per la determinazione del diritto alle prestazioni. Propone quindi di procedere preventivamente a chiarimenti o precisazioni al riguardo.

La SIM si oppone alla modifica proposta ed esprime forti riserve. Precisa di conoscere bene il meccanismo della perizia congiunta, ma di promuoverlo e svilupparlo in un ambito molto specifico. La proposta è ispirata al modello francese della perizia congiunta che è applicato esclusivamente nel quadro della responsabilità civile automobilistica, un ambito medico e giuridico fondamentalmente diverso da quello dell’AI svizzera. In Svizzera la perizia congiunta è sinora applicata principalmente e quasi esclusivamente nell’ambito della responsabilità civile medica e l’applicazione di questo modello all’esecuzione di una perizia medica monodisciplinare dell’AI è inadeguata. La SIM teme una carenza di specialisti, soprattutto in psichiatria. Ritiene inoltre che, in questa disciplina in particolare, le opinioni divergenti siano difficilmente risolvibili con una perizia congiunta. Sottoporre due volte l’assicurato alla procedura è gravoso e non garantisce un consenso o una maggiore accettazione dei risultati della perizia, che rischia di inasprirsi ulteriormente.

Inoltre, la SIM ritiene che la presentazione di una divergenza al SMR comporti diverse difficoltà. Tecnicamente, il parere richiesto dovrebbe essere formulato da un medico con la stessa specializzazione, il che è difficile soprattutto per le patologie rare. Ne conseguirebbero inoltre tre pareri specialistici nella stessa fase della procedura, senza che il SMR stesso abbia esaminato l’assicurato. In