Rapporto sui risultati
Consultazione 2025/81: Controprogetto diretto all’iniziativa popolare «Salvaguardia della neutralità svizzera (Iniziativa sulla neutralità)» · 14 pagine
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dibattito parlamentare. Tuttavia, alcuni apprezzano proprio il fatto che il controprogetto tematizza il carattere strumentale della neutralità. Un parere ritiene incompleto il controprogetto, in particolare per quanto riguarda le sanzioni, e critica il fatto che lascia troppo spazio all’interpretazione invece di essere più specifico. Un altro lamenta inoltre la mancanza di chiarimenti in merito alla cooperazione con un’alleanza militare o di difesa. Una presa di posizione sottolinea che mettere a confronto l’iniziativa e il controprogetto non è funzionale al processo decisionale dell’elettorato, poiché i due progetti differiscono troppo poco in termini di contenuto. Un impulso simile viene dall’affermazione che un controprogetto con una domanda risolutiva potrebbe falsare la volontà degli elettori.
La maggioranza dei partecipanti è favorevole a mantenere immutata l’attuale prassi in materia di neutralità, che risale a 175 anni fa e che, secondo le dichiarazioni, è in linea con la realtà contemporanea, gli interessi della Svizzera e gli sviluppi del diritto internazionale pubblico e tratta in modo flessibile la neutralità come importante strumento di politica estera, politica di sicurezza e politica economica. Un parere sostiene che tale impostazione si sia dimostrata valida, in particolare nel settore della protezione della popolazione transfrontaliera. Si ritiene appropriato mantenere il riferimento alla neutralità negli articoli della Costituzione relativi alle competenze.
b) Favorevoli al controprogetto
I sostenitori del controprogetto apprezzano il fatto che sancisce chiaramente la neutralità come principio di politica estera e allo stesso tempo promuove una prassi che lascia margine di manovra in termini di politica estera e di sicurezza. Viene sottolineato più volte che la neutralità deve essere intesa come uno strumento e non come un fine in sé. Questo approccio è considerato funzionale all’indipendenza, alla sicurezza e agli interessi della Svizzera, tiene conto della situazione geopolitica e preserva la capacità d’adattamento della politica estera. In singoli casi, il fatto di sancire la neutralità come permanente e armata è accolto come un chiarimento costituzionale dello scopo e del significato della neutralità. In particolare, l’inserimento nella Costituzione della prevenzione e della risoluzione dei conflitti nonché del ruolo di mediatrice della Svizzera è accolto con favore e visto come un rafforzamento della Ginevra internazionale. Secondo alcuni pareri, il controprogetto sancisce quindi un concetto attivo e costruttivo della neutralità che corrisponde alla prassi svizzera consolidata o la aggiorna. GE sostiene in particolare che senza la neutralità la Ginevra internazionale non esisterebbe e che quest’ultima rappresenta un’opportunità per la politica estera della Svizzera che deve essere preservata.
Si sostiene inoltre che, dato il contesto geopolitico e la polarizzazione politica attuali, è opportuno presentare un’alternativa all’iniziativa per prevenirla. Come soluzione provvisoria, il controprogetto consente di sancire la neutralità nella Costituzione senza limitare la capacità della Svizzera di agire in politica estera. In questo modo si crea un equilibrio tra stabilità e flessibilità. Il controprogetto è percepito come più equilibrato e flessibile dell’iniziativa, senza divieti rigidi nel settore delle sanzioni e nella partecipazione alla cooperazione in materia di difesa, importante per la sicurezza nazionale.
c) Contrari all’iniziativa
Gli oppositori dell’iniziativa criticano il cambiamento di rotta che ne consegue, passando da una concezione collaudata, dinamica e strumentale della neutralità a una definizione rigida e dogmatica che sarebbe sancita nella Costituzione. Diversi pareri sottolineano che ciò priverebbe la Svizzera della flessibilità necessaria per adattare la sua politica estera e di sicurezza agli sviluppi geopolitici e proteggere efficacemente i suoi interessi nazionali. La neutralità perderebbe così il suo carattere di strumento mirato di politica estera e di sicurezza. Questa perdita di flessibilità avrebbe conseguenze concrete sulla sicurezza nazionale e sulla capacità di difesa che, secondo alcuni pareri, ne risulterebbero fortemente indebolite, con rischi incalcolabili. L’iniziativa limita fortemente la cooperazione in materia di politica di sicurezza e politica di difesa con partner come la NATO, per esempio per quanto riguarda la ciberdifesa o le esercitazioni congiunte. La cooperazione sarebbe consentita solo in caso di attacco militare diretto. Una tempistica considerata troppo tardiva per beneficiare dell’esperienza e delle informazioni dei partner in tempo utile e reagire efficacemente a una crisi. Non si può neanche escludere che la cooperazione