Rapporto sui risultati
Consultazione 2025/81: Controprogetto diretto all’iniziativa popolare «Salvaguardia della neutralità svizzera (Iniziativa sulla neutralità)» · 14 pagine
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venga rifiutata dai partner. Inoltre, il margine di manovra della Svizzera in materia di politica estera sarebbe inutilmente limitato, in particolare dal divieto di adottare sanzioni dell’UE o dell’OSCE contro Stati belligeranti, il che potrebbe mettere a dura prova le relazioni con i partner principali e portare all’isolamento. In particolare, questa restrizione comprometterebbe il ruolo consolidato e costruttivo della Svizzera come mediatrice, che si basa su un impegno attivo in politica estera. È importante che, se necessario, la Svizzera possa adottare sanzioni per difendere il rispetto del diritto internazionale pubblico.
Si sostiene inoltre che l’iniziativa non crei alcun beneficio aggiuntivo, in quanto si limita a ripetere il diritto internazionale esistente, oppure vincoli la Svizzera al di là dei suoi obblighi di diritto internazionale e porti a ulteriori restrizioni interne. Si sottolinea inoltre che la neutralità è già sancita dalla Costituzione. In sintesi, in base ai pareri pervenuti, l’iniziativa non è nell’interesse della Svizzera a causa degli effetti negativi sulla politica di sicurezza, estera ed economica sopra descritti, in quanto mette a rischio la sicurezza e la stabilità nazionali.
d) Favorevoli all’iniziativa
SH è l’unico Cantone a pronunciarsi esplicitamente a favore dell’iniziativa. Secondo SH, l’iniziativa tiene conto della richiesta di sancire la neutralità della Svizzera nella Costituzione. Il controprogetto, invece, garantisce un margine di manovra importante per la politica estera e di sicurezza della Svizzera, motivo per cui è da preferire all’iniziativa.
2. Partiti politici
Sono pervenute in totale le prese di posizione di 7 partiti: Il Centro; Partito evangelico svizzero (PEV),
PLR. I Liberali (PLR); VERDI Svizzera; Partito verde liberale svizzero (pvl); Unione democratica di
centro (UDC); Partito socialista svizzero (PS). Solo Il Centro è favorevole al controprogetto, gli altri partiti lo respingono. L’UDC è l’unico partito a favore dell’iniziativa. A seguire sono brevemente riassunti gli argomenti relativi al controprogetto e all’iniziativa.
a) Contrari al controprogetto
Gli oppositori ritengono che il controprogetto non sia né necessario né opportuno, poiché la neutralità della Svizzera è già sancita nella Costituzione e non c’è bisogno di una nuova disposizione costituzionale. Il controprogetto implica una necessità di intervento che non sussiste e non offre alcun valore aggiunto alla legislazione attuale: la neutralità è già permanente e armata e così riconosciuta dal diritto internazionale. Un parere ritiene inoltre superflua l’integrazione relativa alla Svizzera come mediatrice nei conflitti, poiché questa tradizione è possibile anche senza tale aggiunta. Il segnale - errato - dato dal controprogetto è che l’iniziativa nasca da preoccupazioni valide, conferendole un’inutile legittimazione politica. Viene quindi percepito come una concessione non necessaria ai promotori. Inoltre, non si può presumere che il controprogetto porti al ritiro dell’iniziativa, potrebbe piuttosto rafforzarla.
Si sostiene inoltre che il controprogetto non risolve alcun problema, ma porta invece a un’inutile e dannosa fossilizzazione e ridefinizione della comprovata neutralità flessibile della Svizzera. La perdita del carattere strumentale della neutralità e la valorizzazione di quest’ultima come obiettivo costituzionale si accompagnerebbero a un’inutile restrizione del margine di manovra e a un allontanamento dalla comprovata prassi in materia di neutralità, il che sarebbe in contraddizione con l’esperienza storica e con la necessità di mantenere una certa flessibilità, da sempre un punto di forza, soprattutto in tempi incerti. La definizione materiale della neutralità sarebbe anche un chiaro segnale in patria e all’estero: non verrebbe percepita come un chiarimento puramente tecnico, ma piuttosto come un riposizionamento politico che potrebbe alimentare i dubbi sulla futura posizione della Svizzera in materia di sanzioni e politica di sicurezza. Gli oppositori sostengono la necessità di mantenere la prassi esistente in materia di neutralità senza cambiare rotta. Il Consiglio federale dovrebbe mantenere in futuro il margine di manovra necessario e poter utilizzare la neutralità come strumento di politica estera e politica di sicurezza per salvaguardare gli interessi della Svizzera in modo flessibile, agile e adeguato alle situazioni. Si tratta di un aspetto cruciale per la Svizzera, che è un Paese piccolo, indipendente e interconnesso. Si indica inoltre che l’abbandono della neutralità richiederebbe già oggi una revisione costituzionale con un referendum.