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Consultazione 2025/83: Strategia in materia di politica di sicurezza della Svizzera 2026 · 60 pagine
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Strategia in materia di politica di sicurezza della Svizzera 2026 [Progetto posto in consultazione]
Quando si parla di sicurezza complessiva si intende un approccio volto a definire una politica di sicurezza generale che comprende i mezzi e gli attori civili e militari e include nella sua pianificazione e nei suoi provvedimenti tutti gli aspetti di politica estera, interna ed economica rilevanti per la politica di sicurezza. La sicurezza complessiva si ottiene nel momento in cui tutte le forze rilevanti interagiscono tra loro nel quadro di una strategia comune. Perché questo sia possibile, però, è necessario che vengano coinvolti tutti i livelli federali (Confederazione, Cantoni e Comuni), così come tutti gli ambiti sociali, segnatamente la politica, l’economia, la scienza e la società civile.
A differenza della precedente difesa integrata, che ha caratterizzato la politica di sicurezza della Svizzera negli anni della Guerra Fredda, la sicurezza complessiva comprende anche la cooperazione internazionale, poiché la maggior parte delle minacce superano i confini nazionali. Questo approccio complessivo non deve essere applicato solo nel caso di un conflitto armato, ma anche per respingere le minacce attuali e prepararsi a quelle future. Questa interazione permette alla Svizzera di resistere e di difendersi.
L’evoluzione della situazione nel contesto e l’organizzazione interna della Svizzera richiedono e consentono un approccio complessivo. A causa della sua struttura federale, la sicurezza dipende da una stretta collaborazione tra attori statali, della società civile e privati, tra Confederazione, Cantoni e Comuni, organizzazioni civili e militari, nonché dal coinvolgimento dell’intera popolazione. La politica di sicurezza della Svizzera può contare su diversi strumenti, dall’esplorazione nel campo dell’intelligence, alla ciberdifesa, alla polizia e alla sicurezza dei confini garantita dall’esercito e dalla protezione della popolazione fino alla politica estera e alle misure economiche come l’approvvigionamento economico del Paese.
La Svizzera deve inoltre collaborare con i suoi vicini e i suoi partner. Ad esempio, la protezione della popolazione dai pericoli tecnici e naturali è più elevata e la lotta al terrorismo e alla criminalità è più efficace se vengono portati avanti a livello transnazionale e la Svizzera può beneficiare delle capacità degli altri e sviluppare le proprie. Infine, un attacco armato richiede una difesa forte, sia autonoma che congiunta.
L’evoluzione della politica di sicurezza svizzera
Dopo la fine della Guerra Fredda la Svizzera ha intensificato il proprio impegno a livello internazionale per promuovere la pace. Così come altri Stati europei, ha ridotto costantemente le risorse destinate all’esercito e si è concentrata sugli impieghi sussidiari a favore delle autorità civili. La capacità di difesa è stata ridotta e non si è più data la priorità alla protezione della popolazione.
Tuttavia, già nel Rapporto sulla neutralità 1993 il Consiglio federale aveva sottolineato i limiti della capacità di difesa autonoma della Svizzera. Soprattutto per quanto riguarda la difesa aerea e in considerazione dei cambiamenti intervenuti in ambito tecnologico, la Svizzera