Rapporto sui risultati
Consultazione 2025/84: Introduzione di una giornata informativa obbligatoria per le Svizzere: revisione parziale della Costituzione federale nonché delle relative disposizioni di legge · 10 pagine
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d’esercizio entro il 2028, affinché l’istruzione e il perfezionamento necessari per que sta funzione possano essere svolti entro la fine del 2029.
Il Cantone di LU sottolinea che per aumentare la quota di donne nell’esercito e nella protezione civile, oltre all’introduzione di una giornata informativa obbligatoria, sono necessari adeguamenti strutturali di ampia portata. Ciò riguarda in particolare l’ambito della protezione delle donne dalla discriminazione e dalla violenza sessuale nell’eser cito nonché modelli moderni e flessibili che consentano di conciliare meglio lavoro, fa miglia e obbligo di servizio. Nel garantire l’apporto di personale all’esercito e alla pro tezione civile occorrerebbe tenere debitamente conto delle attuali realtà sociali.
I Cantoni di AR e SG sottolineano che le giornate informative per le donne svizzere devono affrontare le esigenze informative specifiche delle donne interessate. Ciò ri guarda in particolare le sfide legate alla conciliabilità tra la formazione, l’attività lavora tiva, gli impegni familiari ed un eventuale servizio volontario.
Tra i partiti politici consultati, quattro (Alleanza del Centro, PEV, PLR, PVL) accolgono con favore l’introduzione di una giornata informativa obbligatoria per le donne sviz zere.
Il PLR propone che alcuni anni dopo l’introduzione si proceda a un rilevamento detta gliato dei costi effettivi che una giornata informativa obbligatoria per le donne svizzere comporta per i Cantoni e l’economia nazionale.
Il PEV sostiene espressamente l’introduzione e aggiunge che l’obbligo potrà espri mere appieno il proprio potenziale soltanto se l’esercito continuerà nel contempo a sviluppare ulteriormente le proprie condizioni quadro strutturali, organizzative e cultu rali posizionandosi quale datore di lavoro moderno, professionale, attrattivo e rispet toso. Inoltre, occorrerebbe migliorare ulteriormente le condizioni quadro strutturali e le opportunità per la promozione delle donne in posizioni dirigenziali e combattere con determinazione la discriminazione e la violenza sessualizzata riscontrate nell’esercito. Per concludere il PEV sottolinea che occorre aumentare la quota di donne non sol tanto nell’esercito, ma anche nella protezione civile. Pertanto, in occasione delle gior nate informative la protezione civile e l’esercito devono essere presentate su un piano paritario.
I Verdi liberali non si oppongono all’introduzione di una giornata informativa obbligato ria per le donne svizzere, ma considerano tale misura poco incisiva e insufficiente. Il PVL non ritiene che la giornata informativa obbligatoria possa consentire di risolvere a lungo termine i problemi di apporto di personale all’esercito e alla protezione civile o di aumentare in modo significativo la quota di donne. Per poter raggiungere questi obiettivi occorrerebbe piuttosto un modello di servizio che renda più attrattivo il servi zio per gli uomini e per le donne, ma che allo stesso tempo riconosca che la prote zione, la resilienza e la prevenzione delle crisi sono una responsabilità collettiva. Il PVL invita pertanto il Consiglio federale a sottoporre a dibattito, nel quadro della pros sima consultazione sull’obbligo di prestare servizio di sicurezza, oltre all’introduzione di una giornata informativa obbligatoria per le donne svizzere, anche nuove forme di obbligo di servizio, come ad esempio un obbligo di servizio orientato alle esigenze,