Rapporto sui risultati
Consultazione 2025/84: Introduzione di una giornata informativa obbligatoria per le Svizzere: revisione parziale della Costituzione federale nonché delle relative disposizioni di legge · 10 pagine
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Il Cantone di GE ritiene che i costi supplementari previsti dalla Confederazione siano sottostimati. Le stime effettuate a livello cantonale indicherebbero costi più elevati per le risorse supplementari necessarie (infrastrutture e personale).
Dal punto di vista dei Cantoni di AG e JU non è il momento adatto per una tale intro duzione. Il Cantone di AG motiva questa posizione sostenendo che attualmente ma anche nel lungo periodo l’esercito abbia altre priorità, in particolare nell’ambito
dell’ammodernamento. Il Cantone del JU ricorda l’iniziativa popolare «Per una Sviz zera che si impegna (Iniziativa Servizio civico)», che è stata respinta dal popolo e dai Cantoni il 30 novembre 2025. Il voto ha dimostrato che la popolazione è contraria all’introduzione di obblighi generali in quest’ambito. L’imposizione di nuovi obblighi dovrebbe pertanto avvenire solo con la massima cautela.
Il Cantone di VD sottolinea che l’introduzione di un nuovo obbligo richiede una strate gia di comunicazione ben ponderata, poiché altrimenti tale obbligo potrebbe essere percepito da una parte della popolazione come invadente o superfluo. Inoltre i conte nuti delle giornate informative devono essere adeguati alle esigenze delle giovani donne (vedi presa di posizione dei Cantoni di AR e SG, numero 3.1, pag. 5).
I Cantoni del JU e di NE si oppongono all’introduzione di un nuovo obbligo per le donne svizzere poiché ritengono che occorra dapprima eliminare gli svantaggi e le di scriminazioni di cui sono vittime le donne in altri ambiti della società.
Tra i partiti politici consultati, due (Verdi, PS/Donne Socialiste) e tra gli altri ambienti consultati, sette organizzazioni (CFQF, femmes protestantes, Frieda, GSsE, Link sbündig, NGONG, SVF/ADF) sono contrari a una giornata informativa obbligatoria per le donne svizzere. Le motivazioni alla base del rifiuto espresso dai partiti politici e da gli altri soggetti consultati coincidono in gran parte tra loro e vengono pertanto ripor tate in forma riassuntiva.
I Verdi, il PS, le Donne Socialiste e la coalizione Linksbündig ritengono che l’onere per l’introduzione di una giornata informativa obbligatoria per le donne svizzere, com presa la necessaria modifica costituzionale, siano sproporzionati rispetto ai benefici attesi. I Verdi e tre organizzazioni (Frieda, GSsE, NGONG) considerano i costi previ sti dalla Confederazione generalmente troppo elevati. Ciò vale in particolare alla luce dei maggiori costi attualmente previsti per il finanziamento dell’esercito.
I Verdi, il PS, l’SVF/ASF come pure sei organizzazioni (CFQF, femmes protestantes, Frieda, GSsE, Linksbündig, NGONG) chiedono che, prima dell’eventuale introduzione di un obbligo, l’esercito risolva i problemi esistenti dovuti alle molestie e alla discrimi nazione.
I Verdi, l’SVF/ASF come pure sei organizzazioni (CFQF, femmes protestantes,
Frieda, GSsE, NGONG, Donne Socialiste) sottolineano inoltre che, prima di poter im porre alle donne un nuovo obbligo, è necessario migliorare la parità di genere in altri ambiti della società.