Rapporto sui risultati
Consultazione 2002/11: Revisione della legge federale sulle armi, gli accessori di armi e le munizioni (Legge sulle armi, LArm) · 33 pagine
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1. Riassunto
Gli interpellati hanno accolto in modo ampiamente positivo le modifiche e le novità seguenti:
il disciplinamento relativo ai coltelli, più comprensibile rispetto alla legislazione in vigore, è accolto con favore dagli interpellati;
l'inclusione di soft air gun e di imitazioni di armi nella legge delle armi nonché il divieto dell'offerta anonima, per esempio mediante Internet o inserzioni, sono stati
ampiamente approvati;
l'introduzione dell'obbligo di contrassegnare le armi da fuoco è fondamentalmente indiscusso;
l'introduzione di una base legale per le banche dati federali sulle armi è incontrastata; la disposizione che dovrebbe permettere lo scambio di dati tra le autorità civili e quelle militari non è criticata dagli interpellati;
la grande maggioranza di coloro che hanno espresso un parere accoglierebbe con favore la possibilità della consegna controllata di armi da sport a giovani tiratori.
Sono molto discusse le seguenti proposte:
la nuova disposizione in merito al porto abusivo di oggetti pericolosi ha suscitato reazioni controverse;
il nuovo disciplinamento, fondamentale nel quadro della revisione, in base al quale è necessario un permesso d'acquisto di armi anche in caso di trapasso di proprietario tra privati, è approvato come un importante passo dalle autorità d'esecuzione e dai Cantoni, mentre è decisamente rifiutato dalle organizzazioni dei tiratori e dei
collezionisti di armi.
Alcune modifiche fondamentali vengono respinte da numerosi interpellati.
Tra queste vi sono ad esempio la registrazione del possesso di armi o il divieto del possesso di alcuni tipi di armi particolarmente pericolose.
2 Soprattutto gli ambienti dei tiratori criticano l'inclusione nella legge delle armi a CO e di quelle ad aria compressa. Il previsto trasferimento delle competenze a favore della Confederazione nell'ambito delle autorizzazioni eccezionali, che permetterebbe di unificare la prassi, è ritenuto contrario al federalismo e quindi respinto da molti
interpellati. I Cantoni e le autorità d'esecuzione ritengono il diritto ad emanare
istruzioni e la legittimazione a ricorrere dell'Ufficio federale, che permetterebbero di unificare la prassi, un'ingerenza nella sovranità cantonale.
Nel quadro della consultazione complementare, 580 interpellatisu 625 sono contrari all'introduzione di un registro nazionale delle armi da fuoco. Non solo le organizzazioni dei cacciatori e dei tiratori, ma anche la maggioranza dei partiti politici, dei Cantoni e dei rappresentanti delle autorità di giustizia e polizia dubitano che tale misura sia utile e adeguata.