Disegno

Consultazione 2004/86: Censimento della popolazione 2010 · 41 pagine

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L’obbligo di informare è valutato in vari modi: dal rifiuto totale per motivi costituzionali (AR, TG e TI) all’espressione di dubbi quanto alla sua efficacia (BS e GE), dalla constatazione della sua inutilità (GL) all’auspicio di farne un principio obbligatorio generale per le amministrazioni immobiliari e le aziende industriali in modo da risolvere il problema dei trasferimenti all’interno dello stesso immobile (LU, SZ, VD e ZH).

Il divieto di recare pregiudizio non suscita reazioni unanimi. Se i Cantoni AI, FR, GE, GL, GR, JU, NE, NW, OW, SG, SO, UR, VS e VD non esprimono riserve particolari, i Cantoni AG, BS, BE, LU, SG e ZH giudicano indispensabile la sua soppressione. Il principio è infatti considerato contrario all’obbligo di notifica personale perché elimina ogni possibilità di sanzionare la sua violazione (AG, BE, SG e ZH), contrario anche alle disposizioni di polizia degli stranieri creando così una disuguaglianza davanti alla legge (BS) e contrario infine alle disposizioni sull’assistenza reciproca in materia fiscale e alla legislazione fiscale (LU).

Partiti politici

I partiti politici (PCS, PPD e PLR) si schierano a favore. Per il PCS, le proposte sono realiste. Il PPD ritiene che l’armonizzazione dei registri presuppone una regolamentazione dell’obbligo di notifica e il PLR lascia che siano le autorità competenti a pronunciarsi.

Associazioni

Le associazioni BStatK, KORSTAT, KZIV e SIK sostengono, in generale, l’obbligo di notifica personale e l’obbligo di informare. BStatK auspica una regolamentazione più precisa degli scambi intercantonali. KZIV propone che la documentazione richiesta nell’esecuzione della notifica personale si basi sui documenti dello stato civile. KORSTAT pensa che le notifiche dovrebbero essere rese obbligatorie per le aziende industriali in caso di mutazioni all’interno dello stesso edificio, per garantire la qualità delle caratteristiche economia domestica e abitazione.

DSB ritiene che l’obbligo di informare non può essere disciplinato in una legge sull’armonizzazione. Gli articoli da 9 a 11 del disegno minacciano infatti il federalismo senza la giustificazione di una necessità statistica. La regolamentazione della notifica è esclusivamente di competenza cantonale.

Associazioni di Comuni e servizi di controllo degli abitanti

Anche le associazioni SSV e SVEK sostengono gli obblighi di notifica, ma s’interrogano sulla loro portata e auspicano la possibilità di notifica per posta elettronica. Sia SSV che SVEK auspicano la soppressione del divieto di recare pregiudizio, che non consentirebbe più di prevedere sanzioni in caso di violazione dell’obbligo di notifica personale, compromettendo così i compiti d’informazione svolti dai servizi di controllo degli abitanti a destinazione di altri servizi amministrativi. Le notifiche imposte alle amministrazioni immobiliari e alle aziende industriali devono essere obbligatorie.

Associazioni padronali

L’associazione padronale SGV ritiene che la notifica personale, abbinata se del caso all’introduzione di sanzioni più severe, e lo scambio elettronico sono indispensabili e sufficienti per assicurare l’esattezza dei dati. Bisogna quindi rinunciare a imporre un obbligo di informare per i datori di lavoro e le amministrazioni immobiliari.