Rapporto esplicativo
Consultazione 2005/17: Legge federale su i privilegi, le immunità e le facilitazioni, nonché sugli aiuti finanziari accordati dalla Svizzera quale Stato ospite (legge sullo Stato ospite, LSO) · 54 pagine
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all’attività a Ginevra di circa 35’000 persone (funzionari internazionali, membri delle missioni permanenti e i loro familiari) nell’ambito delle organizzazioni e dei negoziati internazionali – come pure le altre organizzazioni internazionali con sede a Vaud, Berna e Basilea non sono soltanto componenti importanti della vita economica dei Cantoni interessati, bensì rappresentano anche un apporto considerevole alla Confederazione nel suo insieme (cfr. n. 3.1). Questa tradizione di accoglienza fa parte delle caratteristiche del nostro Paese ed è riconosciuta sia all’estero, sia dalle migliaia di delegati che vengono in missione in Svizzera ogni anno; costituisce un crogiolo di idee provenienti da più vari orizzonti, un plusvalore per la nostra politica estera, un elemento del nostro patrimonio e dell’avvenire del nostro Paese.
Per ragioni storiche e politiche, fino agli inizi degli anni Novanta la posizione di Ginevra e della Svizzera nell’ambito della diplomazia multilaterale era praticamente incontestata. La fine del confronto Est-Ovest ha provocato profondi cambiamenti anche in seno alle organizzazioni internazionali e questi cambiamenti sono coincisi con una tendenza dalla deregulation in tutti i settori. Si è delineata a questo punto la concorrenza attiva di altre città desiderose di attirare le organizzazioni internazionali, prime fra tutte Bonn, l’Aia e Montreal.
Contemporaneamente, è iniziata una trasformazione della struttura delle relazioni multilaterali. In origine, gli attori internazionali erano essenzialmente Stati e organizzazioni intergovernative soggetti al diritto internazionale, che si riunivano di tanto in tanto nell’ambito di conferenze diplomatiche. Nell’elaborazione delle loro strategie d’azione, però, Stati e organizzazioni intergovernative devono tenere conto delle nuove forme di partenariato tra il settore pubblico e quello privato nell’ambito della cooperazione multilaterale. Gli Stati hanno cominciato a consultare la società civile nell’elaborazione dei loro mandati negoziali, poi alcuni si sono fatti accompagnare alle grandi conferenze internazionali da rappresentanti della società civile e delle organizzazioni non governative. Queste ultime sono ormai consultate sempre più regolarmente o addirittura ammesse alle conferenze internazionali o in seno ad organi internazionali. Per giunta, anche nelle modalità di finanziamento degli organi internazionali si assiste a profondi mutamenti con il passaggio da sovvenzioni eminentemente statali al sistema di ripartizione degli oneri per il finanziamento dei programmi e della loro attuazione. Per gli Stati e le organizzazioni intergovernative questo è il mezzo di ottenere dalla società civile e dalle cerchie private un apporto non solo ideologico ma anche materiale.
La Svizzera non è il solo Stato ad accordare privilegi e immunità agli organismi che si stabiliscono sul suo territorio. Tutti gli Stati che ospitano organizzazioni internazionali negoziano con queste ultime accordi di sede finalizzati a determinare lo statuto giuridico. anche sotto il profilo fiscale, dell’organizzazione, delle persone che vi occupano una funzione ufficiale e delle persone al seguito. Tutti prevedono un regime di privilegi, immunità e facilitazioni per le conferenze internazionali. Tutti, per aver l’onore di accogliere un’organizzazione, accettano di contribuire finanziariamente a mantenerla sul proprio territorio, in particolare con facilitazioni nel settore immobiliare.
1.2 Cenni storici
In materia di privilegi, immunità e agevolazioni, il Consiglio federale si fonda su vari strumenti e in primo luogo su convenzioni e trattati internazionali quali la