Rapporto esplicativo

Consultazione 2006/125: Semplificazione della legge federale concernente l'imposta sul valore aggiunto · 314 pagine

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1.1.2 Evoluzione dell’imposta sulla cifra d’affari

1.1.2.1 Evoluzione legislativa

Il diritto in materia di imposta sulla cifra d’affari ha una storia movimentata. Nel 1941, durante la seconda guerra mondiale, fu introdotta in Svizzera un’imposta avente come oggetto d’imposizione la cifra d’affari. Si trattava della cosiddetta imposta sulla cifra d’affari (ICA). L’assoggettamento fiscale veniva di regola imposto all’ultimo grossista implicato nella catena della cifra d’affari. Il commerciante al dettaglio e il consumatore erano assoggettati attraverso il sistema del trasferimento dell’imposta. Già allora il Consiglio federale si rese conto di quanto fosse difficile, nonostante la semplicità del concetto fondamentale, elaborare un’imposta sulla cifra d’affari che permettesse di tenere conto delle molteplici forme di circolazione delle merci, senza richiedere un apparato amministrativo dispendioso.7

All’inizio degli anni Settanta l’imposta sul valore aggiunto si è affermata a livello europeo grazie alla prima direttiva CEE dell’11 aprile 1967 in materia di armonizzazione delle imposte sulla cifra d’affari. Essa prescriveva, in modo vincolante, a tutti gli Stati membri della CEE di introdurre entro il 1°gennaio 1972 il sistema dell’imposta sul valore aggiunto sul proprio territorio. In seguito anche gli Stati membri dell’AELS (ad eccezione della Svizzera) hanno adeguato il loro sistema dell’imposta sulla cifra d’affari alle norme della Comunità europea.

Il Consiglio federale intendeva introdurre anche in Svizzera una tale imposta sulla cifra d’affari. Il progetto è però fallito tre volte alle urne prima che il Popolo svizzero approvasse i cambiamenti necessari della Costituzione in occasione della votazione popolare del 28 novembre 1993. In tal modo la Confederazione ha ottenuto la competenza di introdurre un’imposta sul valore aggiunto e quindi di sostituire la antiquata ICA, peraltro considerata lacunosa in molti ambiti. Il Consiglio federale ha esercitato questa competenza emettendo l’ordinanza del 22 giugno 1994 concernente l’imposta sul valore aggiunto (OIVA). Grazie a questa procedura legislativa abbreviata, è stato possibile passare dall’ICA all’IVA già il 1° gennaio 1995, cioè dopo soli 13 mesi dalla votazione popolare. L’ordinanza concernente l’imposta sul valore aggiunto avrebbe costituito la base legale per l’imposizione della cifra d’affari in Svizzera dal 1995 al 2000.

Poco dopo la votazione popolare del 28 novembre 1993, l’ex consigliere nazionale Toni Dettling ha presentato un’iniziativa parlamentare (93.461) in cui chiedeva l’elaborazione di una legge federale concernente l’imposta sul valore aggiunto. Questa iniziativa ha portato all’elaborazione della legge del 2 settembre 1999 concernente l’imposta sul valore aggiunto, in vigore dal 1° gennaio 2001.

7 Quinto rapporto del Consiglio federale all’Assemblea federale concernente le misure adottate il 4 novembre 1941 in virtù di poteri straordinari (FF 1941 1 pag. 896).