Rapporto esplicativo

Consultazione 2006/125: Semplificazione della legge federale concernente l'imposta sul valore aggiunto · 314 pagine

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dell’IVA hanno consentito di coprire in media l’otto per cento delle uscite annue dell’AVS.

Dal 2001 una parte delle entrate dell’IVA, la cui destinazione è vincolata, è impiegata per il finanziamento dei progetti infrastrutturali dei trasporti pubblici (FTP)16. In tale modo 1,3 miliardi di franchi provenienti dalle entrate dell’IVA sono confluiti fino ad oggi nel trasporto pubblico.

1.1.3 Rapporto «10 anni di imposta sul valore aggiunto»

Anche dopo l’entrata in vigore della legge concernente l’imposta sul valore aggiunto (LIVA) sono state rilevate ripetutamente delle lacune nelle basi legali. La prassi dell’AFC è stata censurata perché troppo formalistica e i controlli fiscali eseguiti da questa autorità sono stati criticati in quanto insufficienti.

Questa situazione ha indotto l’allora consigliere nazionale Hansueli Raggenbass a richiedere al Consiglio federale, per il tramite del suo postulato 03.3087 del 19 marzo 2003, un rapporto che indicasse tra l’altro in che misura le normative concrete della legislazione sull’imposta sul valore aggiunto avessero dato buoni risultati come imposta generale sul consumo, i punti deboli e le lacune constatate e le modalità di agevolazione delle imprese contribuenti come pure le possibilità di introdurre semplificazioni a loro favore. Il 9 maggio 2003 il Consiglio federale ha dichiarato di accogliere il postulato. Il Consiglio nazionale lo ha successivamente trasmesso il 20 giugno 2003.

Per adempiere il postulato è stata avviata una procedura di consultazione presso i rappresentanti dell’economia, della scienza e della prassi fiscale. I pareri espressi mostrano che il passaggio dall’ICA all’IVA è ritenuto un successo quasi all’unanimità e che l’IVA è considerata un’imposta migliore e più giusta. I pareri mostrano però ugualmente che con l’IVA è aumentato il dispendio amministrativo delle imprese e che la legge e soprattutto la sua applicazione e interpretazione da parte dalle autorità sono spesso complesse, formalistiche e poco flessibili. A ciò hanno contributo in particolare le numerose disposizioni derogatorie previste dalla legge, come sottolineato dai rappresentanti della scienza e della prassi in materia di imposta sul valore aggiunto e in parte anche dell’economia.

In generale sia la legge sull’IVA sia la relativa ordinanza sono valutate positivamente e considerate strumenti di lavoro idonei. Ci sono però alcuni punti concreti che sono stati oggetto di critiche.

• Si critica sovente il fatto che la legge sull’IVA preveda troppe esclusioni

dall’imposta. In effetti l’articolo 18 della LIVA elencherebbe ben 25 fattispecie escluse dall’imposta. Ciò pregiudicherebbe la neutralità fiscale e genererebbe distorsioni della concorrenza.

• Sono sovente oggetto di critiche anche le diverse aliquote d’imposta che compli-

cherebbero notevolmente il rendiconto dell’IVA e che d’altra parte procurerebbero vantaggi concorrenziali esclusivamente a determinati settori.

• Nonostante i numerosi miglioramenti rispetto all’ICA, nemmeno la legge

sull’IVA avrebbe consentito di eliminare completamente la «tassa occulta». Ne

16 Art. 196 n. 3 lett. e Cost.