Rapporto esplicativo

Consultazione 2006/125: Semplificazione della legge federale concernente l'imposta sul valore aggiunto · 314 pagine

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monta al 3,1 percento. La deduzione forfettaria dell’imposta precedente ammonta al 3,4 percento finché l’aliquota ridotta è aumentata al 3,7 percento per finanziare lo sgravio fiscale successivo (cfr. n. 3.5.3).

3.4.1 Ripercussioni sui contribuenti

• L’eliminazione delle esenzioni improprie incrementa il numero dei contribuenti

al massimo di 30'000 unità. Le aziende toccate da questa misura saranno costrette ad affrontare spese di pagamento dell’imposta non quantificabili poiché dipendenti principalmente dalla grandezza dell’azienda. In media questi costi sono sensibilmente inferiori ai fr. 4’200.-- annui per PMI, valutati nella tabella a cifra 7.2.1; le diverse semplificazioni dei moduli “Legge fiscale” e “Aliquota unica” rendono decisamente più agevole l’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto206.

• D’altra parte, l’eliminazione delle esenzioni improprie origina una diminuzione

delle spese di pagamento dell’imposta a tutti quei contribuenti che attualmente realizzano sia operazioni imponibili sia operazioni escluse dall’imposta e che, di conseguenza, devono ripartire correttamente le operazioni e ridurre in maniera conforme la deduzione dell’imposta precedente.

Nell’anno 2003 38'665 contribuenti (ossia il 12,4% di tutti i contribuenti) avevano dichiarato operazioni escluse dall’imposta nella cifra 043 del rendiconto. Non è possibile suddividere questi importi fra operazioni escluse dall’imposta secondo l’articolo 18 LIVA e sussidi e doni ricevuti. Dei citati contribuenti, 32'287 allestivano i rendiconti col metodo effettivo ed erano quindi stati obbligati a ridurre la deduzione dell’imposta precedente. C’è da supporre che una parte di loro non abbia realizzato operazioni escluse dall’imposta secondo l’articolo 18 LIVA, bensì abbia ricevuto sussidi e/o doni. Si può comunque affermare che molti contribuenti beneficeranno di uno sgravio amministrativo in seguito all’abolizione di gran parte delle essenzioni improprie.

Inoltre, se per il trattamento di sussidi e doni fosse introdotta una delle alternative proposte nei numeri 6.1 e 6.2, nessuno di questi 32'287 contribuenti sarebbe costretto a ridurre la deduzione dell’imposta precedente.

• Nel 2004 la società fiduciaria KPMG Svizzera e l’Istituto per contabilità e

controlling dell’Università di Zurigo hanno esaminato l’importanza dei rischi dell’IVA e del loro trattamento all’interno delle aziende, nonché la concezione concreta della gestione dell’IVA207. Il sondaggio era indirizzato alle 500 aziende svizzera con le cifre d’affari più importanti ed alle 20 più grandi banche e assicurazioni svizzere. Al sondaggio hanno partecipato 176 aziende. A cifra 3.2 di tale studio vengono illustrati i settori a rischio dell’imposta sul valore aggiunto. Nello schema seguente sono indicate le percentuali che le aziende

206 A questo proposito occorre ricordare anche lo studio della Banca Mondiale e di PricewaterhouseCoopers LLP dell’anno 2006, che quantifica a sole otto ore per anno il tempo che un’impresa svizzera di media grandezza dedica al pagamento dell’IVA (vedi spiegazioni dettagliate nel n. 7.2.1)

207 KPMG e l’Università di Zurigo, Istituto per contabilità e controlling, Management der Mehrwertsteuerrisiken, Eine Bestandesaufnahme bei Schweizer Unternehmen anlässlich

10 Jahre Mehrwetsteuer, Zurigo 2004; consultabile in internet sotto: www.kpmg.ch/library/publikationen_studien/12175.asp.