Rapporto sui risultati

Consultazione 2006/39: Ratifica della Convenzione dell'UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale · 16 pagine

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Rapporto di consultazione sulla ratifica della Convenzione dell’UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale

Partiti: il PLR sostiene l’idea di base del progetto pilota del CIOFF, che attribuisce un ruolo attivo ai portatori del patrimonio culturale immateriale e tiene dunque in debita considerazione gli aspetti della responsabilità individuale e dell’iniziativa personale. Per ottimizzare il sistema di inventariazione ci si dovrebbe pertanto basare su questa esperienza. Si deve evitare di ingrandire l’apparato amministrativo a livello sia federale che cantonale; a tal fine occorre tuttavia definire chiaramente i punti di contatto con la Confederazione e i Cantoni.

Comuni, città e regioni di montagna: l’ACS chiede che i comuni, rappresentati dalle loro associazioni, siano coinvolti nell’attuazione della Convenzione fin dall’inizio, poiché una delle particolarità del patrimonio culturale immateriale è il suo radicamento locale. Dalla Confederazione, l’associazione si attende un quadro normativo, informazioni adeguate e un punto di contatto cui rivolgersi in caso di problemi particolari. L’attuazione pratica deve essere di competenza dei Cantoni e dei loro comuni.

Altre organizzazioni e cerchie interessate: anche la CSDC e la CSU sono del parere che il patrimonio culturale immateriale vada inventariato il più possibile in prossimità dei suoi portatori o dei luoghi in cui esso è praticato e diffuso, ossia a livello cantonale. La Confederazione deve collaborare assiduamente all'attuazione, poiché alcuni elementi di questo patrimonio sono di importanza regionale o nazionale. Per quanto concerne gli inventari, si dovrebbe pensare all’allestimento di un inventario nazionale che integri quelli cantonali.

La SMPS ha in mente un modello, simile a quello proposto dai Cantoni, in cui la Confederazione fungerebbe da organo di coordinamento e sarebbe affiancata dalla direzione operativa, che dovrebbe rappresentare adeguatamente i portatori del patrimonio culturale immateriale. Anche la CH-EM si dichiara favorevole ad un deciso impegno della Confederazione, la quale, formulando raccomandazioni e assumendo compiti di coordinamento, potrebbe contribuire in modo sostanziale alla promozione di interessi sovracantonali.

NIKE/ICOMOS/SCR e AMS/ICOM ritengono insufficiente il progetto pilota del CIOFF, perlomeno nella sua versione attuale. La selezione di oggetti inventariati non rappresenta adeguatamente il patrimonio culturale immateriale e i criteri dovrebbero godere di un sostegno più ampio. Anche la SSBA è scettica sul progetto del CIOFF. AMS/ICOM e ASMS propongono di sottoporre l’inventario ad un monitoraggio scientifico.

3.4 Ulteriori suggerimenti e osservazioni

Termine di ‘patrimonio culturale immateriale’

Alcuni Cantoni criticano il termine di ‘patrimonio culturale immateriale’, che secondo loro, pur essendo materialmente corretto, non è sufficientemente chiaro. Affinché la Convenzione sortisca gli effetti auspicati, occorre che sia nota soprattutto ai portatori delle tradizioni culturali. C’è da dubitare che il termine di ‘patrimonio culturale immateriale’ utilizzato nella Convenzione sia idoneo allo scopo.

Cantoni: AG, BL, BS, GL, NE, NW, OW, SG, SO, VS, UR; CDPE.

Altri partecipanti alla consultazione si oppongono ad un’interpretazione riduttiva del concetto nel senso di ‘cultura popolare’, ‘cultura tradizionale’, ‘usanza’ o ‘folclore’ e la ritengono inammissibile. Per una definizione scientifica del concetto andrebbero consultati specialisti.

Altre organizzazioni e cerchie interessate: ASMS, CST, SKHH.