Rapporto sui risultati

Consultazione 2006/39: Ratifica della Convenzione dell'UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale · 16 pagine

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Rapporto di consultazione sulla ratifica della Convenzione dell’UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale

Altre organizzazioni e cerchie interessate

Complessivamente, la proposta di ratificare la Convenzione dell’UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale è pienamente approvata e sostenuta anche dalle altre organizzazioni e cerchie interessate, che rappresentano i settori della cultura, della cooperazione allo sviluppo, dei media, dell’educazione e delle scienze.

La Coalizione svizzera per la diversità culturale (CSDC) e la Commissione svizzera per l’UNESCO (CSU) apprezzano il chiaro impegno del Dipartimento dell’interno in favore della Convenzione, espresso attraverso il rapporto esplicativo del dicembre 2006, e sostengono la rapida e incondizionata ratifica del trattato. A loro avviso non c'è motivo di opporvisi, poiché la Svizzera condivide gli obiettivi della Convenzione e dispone della maggior parte degli strumenti previsti per la sua attuazione a livello nazionale. La CSDC e la CSU ricordano che la Convenzione prevede il coinvolgimento di persone e gruppi interessati e confermano la propria volontà di partecipare attivamente alla sua attuazione in Svizzera. La collaborazione con le autorità non deve però indurre la Confederazione a sottrarsi ai suoi doveri. I pareri di CSDC e CSU, molto simili, propongono inoltre alcune modifiche del summenzionato rapporto in vista della stesura del messaggio al Parlamento.

Il parere della CSDC è condiviso dal partito dei Verdi e dalle seguenti organizzazioni: Associazione svizzera regia e sceneggiatura di film (ARF), Associazione teatri indipendenti (ATI), Fédération genevoise de coopération (FGC), Four Winds Association (FWA), Institut universitaire d’études du développement à Genève (IUED), Präsenz Aktion Kultur (PAcK), Pro Cinema, Sindacato svizzero film e video (SSFV), Società svizzera degli autori (SSA), Suisseculture, Traditions pour demain (TPD), Union des Théâtres Romands (UTR), Verein IG Schweizer Internetradio (ISI).

Il parere della CSU è condiviso dalle seguenti organizzazioni: Association Pannalal (AP), Collezione svizzera del teatro (CST), Conseil International des Organisations de Festivals de Folklore et d’Arts Traditionnels (CIOFF), Consiglio svizzero della musica (CSM), Cultura e sviluppo (CeS), Délégation à la Langue Française (DLF), Fonoteca nazionale svizzera (FNS), InfoSud, Jodlerclub Echo Basel (JEB), Pfister, Réseau Foi et Justice Afrique-Europe (RFJAE), Schweizerisches Kompetenzzentrum für Historisches Handwerk – Werkzeitraum (SKHH), Seminario di antropologia sociale dell’Università di Friburgo (AntSoc), Società svizzera di belle arti (SSBA), Storyteller Museum – Swiss Institute of Intangible Heritage (SM), Suisseculture.

Suisseculture sottolinea il ruolo importante attribuito dal rapporto esplicativo (capitolo 3.4) alla società civile nell’attuazione della Convenzione. Il parere di Suissculture è sostenuto dalle seguenti organizzazioni: ARF, ATI, PAcK.

La ratifica della Convenzione è approvata anche dalle seguenti organizzazioni non ancora menzionate: Accademia svizzera di scienze morali e sociali (ASMS), Associazione dei musei svizzeri (AMS) / Conseil international des musées (ICOM) (parere comune), Évolèn’Art, Frieden durch Kultur (FdK), Kurszentrum Ballenberg Heimatwerk (KBH), Pro Helvetia, Società per la musica popolare in Svizzera (SMPS), Società svizzera degli ingegneri e architetti (SIA).