Rapporto esplicativo
Consultazione 2006/65: Piano settoriale dell'infrastruttura aeronautica (PSIA), Parte III B6a I Aree d'atterraggio di montagna. lndagine conoscitiva sul progetto del 6 luglio 2006. · 6 pagine
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P R O G E T T O
Piano settoriale dell’infrastruttura aeronautica (PSIA)
Contenuto del piano settoriale – Obiettivi e condizioni concettuali / Reti parziali: Aree d’atterraggio di montagna
Parte III B6a – Aree d’atterraggio di montagna
Premessa
Impianti esistenti
Le aree d’atterraggio di montagna designate come tali sono attualmente 42 (cfr. cartina della situazione attuale). Conformemente all’articolo 54 capoverso 3 dell’ordinanza del 23 novembre 1994 sull’infrastruttura aeronautica (OSIA; RS 748.131), il loro numero massimo è fissato a 48.
Nell’ottica dell’aviazione, la rete di terreni d’atterraggio in montagna esistente oggi si è dimostrata fondamentalmente valida. Il bisogno di completarla puntualmente è discusso nelle singole regioni interessate; per alcune di queste regioni è tuttavia indicato un ridimensionamento. (Eventuali cambiamenti alla rete esistente avvengono sostanzialmente con il coinvolgimento dell’interessata autorità competente, organizzazione ed imprese.)
La necessità di disporre di una rete di aree d’atterraggio di montagna è riconducibile principalmente alle attività d’istruzione e allenamento al volo. Infatti, quasi la metà dei movimenti effettuati ogni anno in montagna è legato a questo settore dell’aviazione. Ai fini dell’istruzione dei piloti è importante poter disporre di vie aeree più brevi possibili, di terreni che differiscono fra loro secondo i diversi livelli di altitudine e di uno spazio per quanto possibile ristretto. Per poter mantenere un elevato livello di sicurezza e garantire un sistema ottimale di soccorso aereo, è necessario effettuare voli d’istruzione e di allenamento in diverse regioni anche in considerazione delle varie situazioni meteorologiche e topografiche.
I voli commerciali ai sensi dell’articolo 100 dell’ordinanza del 14 novembre 1973 sulla navigazione aerea (ONA; RS 748.01) costituiscono circa un quarto dei movimenti registrati sulle aree d’atterraggio di montagna (tre quarti servono per l’eliski). Tali voli assicurano indirettamente anche l’istruzione dei piloti professionali (finanziamento trasversale). Grazie all’eliski, anche d’inverno l’attività aviatoria non subisce una drastica riduzione, ciò che consente ai piloti di mantenere costante tutto l’anno il necessario grado di allenamento. Per 5 aree d’atterraggio di montagna si registra una media annuale di oltre 1000 movimenti di volo a scopo commerciale (decollo + atterraggio = 2 movimenti); per 7 di esse si contano fra 500 e 1000 movimenti di volo e, infine, per 29 i movimenti sono inferiori a 500 unità.
Gli altri movimenti di volo sono riconducibili all’aviazione sportiva (principalmente aerei; voli non commerciali) e servono in primo luogo all’allenamento.
Cfr. cartina della situazione attuale (allegato)
Concetto «Aree d’atterraggio di montagna» / Progetto finale (dopo 6a seduta del gruppo di pilotaggio) / UFAC, 03.08.2006 1/6