Rapporto esplicativo
Consultazione 2006/65: Piano settoriale dell'infrastruttura aeronautica (PSIA), Parte III B6a I Aree d'atterraggio di montagna. lndagine conoscitiva sul progetto del 6 luglio 2006. · 6 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 5Fedlex · Rapporto esplicativo
Piano settoriale dell’infrastruttura aeronautica (PSIA)
Contenuto del piano settoriale – Obiettivi e condizioni concettuali / Reti parziali: Aree d’atterraggio di montagna
Spiegazioni
1. –
2. Il coordinamento, l’armonizzazione e l’elaborazione di soluzioni devono, per quanto
possibile, avvenire nel quadro di gruppi di terreno d’atterraggio riuniti sul piano regionale, analogamente alla procedura di stesura dei verbali di coordinazione per gli aerodromi. Vanno integrati nel processo gli Uffici federali interessati (UFAC, Ufficio federale dello sviluppo territoriale, UFAM, Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport, Commissione federale per la protezione della natura e del paesaggio), i Cantoni (servizi competenti in materia di pianificazione del territorio, protezione dell’ambiente e del paesaggio, caccia, economia e turismo), i Comuni in cui sono ubicate le aree d’atterraggio di montagna, le organizzazioni (Club Alpino Svizzero, Aero Club Svizzero, Fondazione svizzera per la tutela del paesaggio, Swiss Helicopter Association) e le imprese (eliporto all’interno della regione interessata).
A titolo preliminare l’UFAC, in collaborazione con i servizi federali interessati, prepara una direttiva/istruzione con un elenco di criteri materiali per l’esame delle aree e per la determinazione della loro utilizzazione.
3. I terreni d’atterraggio ubicati all’interno o nelle immediate vicinanze di regioni per le
quali il silenzio e la tranquillità rappresentano valori qualitativi importanti, in riserve naturali o in riserve faunistiche nazionali e cantonali (p.es. bandite di caccia o rifugi della fauna, come nei Grigioni) costituiscono una potenziale fonte di conflitto e richiedono l’elaborazione di soluzioni atte a prevenirli. Occorre parimenti stabilire condizioni quadro di tipo temporale: per le restrizioni dell’utilizzazione citate può trattarsi p.es. di prescrizioni concernenti determinate vie aeree o di limitazioni annuali e orarie da rispettare. Nell’elaborazione delle soluzioni è necessario prendere in considerazione sia gli sforzi compiuti dalla Confederazione per migliorare l’efficacia dell’IFP mediante la sua integrazione nei settori politici d’incidenza territoriale, sia le discussioni attualmente in corso sul tema dei parchi.
Diversamente dagli elicotteri, gli aerei non possono atterrare a piacimento su qualunque tipo di terreno; inoltre, è diverso anche l’effetto molesto prodotto dagli aerei. In sede di soluzione dei conflitti occorre tenere conto di queste specificità. Se in ragione di conflitti sulla protezione della natura e del paesaggio dovesse essere necessaria l’adozione di misure, è utile tenere presente che è più difficile spostare le aree d’atterraggio di montagna destinate a essere utilizzate dagli aerei che non quelle destinate agli elicotteri.
4. Senza una relativa base legale non è possibile vietare in Svizzera, a titolo generale, la
pratica dell’eliski. In considerazione del potenziale di conflitto riconducibile alle attività di eliski, è necessario limitare tali attività a terreni d’atterraggio designati soltanto a tale scopo. Simili terreni vanno stabiliti in sede di elaborazione delle schede di coordinamento.
La maggior parte dei voli commerciali sulle aree d’atterraggio di montagna è effettuata nel quadro dell’eliski che, di solito, si pratica nel primo trimestre dell’anno. Per singole regioni, questa attività costituisce un’offerta turistica importante e per alcune ditte è un pilastro finanziario estremamente importante, anche se fortemente dipendente dalle condizioni meteorologiche, dai giorni della settimana e dalla stagione. Grazie all’eliski, anche d’inverno l’attività aviatoria non subisce una drastica riduzione, ciò che consente ai piloti di mantenere costante tutto l’anno il necessario grado di allenamento. In tal modo resta garantito un elevato livello di sicurezza aerea.
Concetto «Aree d’atterraggio di montagna» / Progetto finale (dopo 6a seduta del gruppo di pilotaggio) / UFAC, 03.08.2006 5/6