Rapporto OUC

Consultazione 2006/72: Ordinanza sulla radiotelevisione (ORTV): Allegato 1 Direttive per la pianificazione delle reti emittenti OUC; Allegato 2, Direttive concernenti le zone di copertura televisive regionali · 8 pagine

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Zone di copertura OUC in base alla nuova LRTV ottobre 2006

devono disporre di un potenziale economico che permetta all’emittente, con l’aggiunta di una quota dei canoni, di adempiere il mandato di prestazioni assegnato.

Secondo l’art 43 nLRTV oltre alle emittenti con partecipazione al canone ottengono un diritto d’accesso all’infrastruttura terrestre senza filo anche i programmi che adempiono un mandato di prestazioni. La ComCom determina la zone di copertura e il numero di programmi da diffondere sulle frequenze o sui blocchi di frequenza previsti. Spetta invece al Consiglio federale stabilire i principi determinanti per l’adempimento di questi compiti (art. 54 cpv. 4 nLRTV).

3. Oggetto

Nella diffusione terrestre senza filo, entrambe le categorie di concessionari (con o senza partecipazione al canone) fanno capo alle stesse risorse. È pertanto impensabile poter definire le zone di copertura per emittenti con mandato di prestazione e partecipazione al canone senza avere una chiara visione delle zone di copertura delle emittenti con un semplice mandato di prestazione (ossia senza partecipazione al canone). Per ottenere un paesaggio mediatico trasparente, omogeneo e coerente le presenti direttive del Consiglio federale descrivono le zone di copertura di entrambe le categorie di emittenti.

Le presenti direttive si limitano a determinare il paesaggio OUC; le esigenze per la definizione delle altre gamme di frequenza (VHF e UHF per la radio/TV digitale) e la diffusione di programmi televisivi con partecipazione al canone tramite reti collegate via filo sono disciplinate separatamente.

Le direttive definiscono le zone di copertura, ma non si esprimono in merito all’importo di eventuali partecipazioni al canone. Gli importi vengono stabiliti e resi noti solo al momento della messa a concorso delle concessioni.

4. Principi

Le presenti direttive per l’allestimento delle future zone di copertura OUC sono il seguito logico dei lavori nell’ambito della pianificazione OUC effettuati gli scorsi anni e da cui sono scaturiti i seguenti principi:

4.1 Continuità: non si pianifica più senza tener conto delle condizioni quadro del settore

Il paesaggio regionale OUC in Svizzera è cresciuto per oltre vent’anni. La radio locale privata ha trovato un suo pubblico affermandosi quale complemento alle reti della SSR più orientate alle regioni linguistiche. Pertanto, un’inversione di rotta è oggi impensabile. Il Consiglio federale ha più volte considerato gli importanti sviluppi del paesaggio radiofonico esistente, l’ultima volta è stata nel marzo 2006 quando ha schizzato il futuro della diffusione radiofonica in Svizzera. Questa strategia rispecchia la posizione della grande maggioranza dei Cantoni, emittenti e organizzazioni medianiche che si sono espressi in occasione dell’indagine conoscitiva condotta a fine 2004 sui possibili scenari del futuro paesaggio OUC. I risultati più importanti scaturiti da questa indagine sono:

• Per motivi economici possono essere sensati arrotondamenti appropriati o raggruppamenti

delle zone di copertura; va tuttavia usata moderazione nelle ristrutturazioni massicce. In particolare occorre sempre tenere presente l’equilibrio del sistema composto da diversi tipi di emittenti.

• La tecnica di diffusione analogica tramite OUC sarà predominante anche nei prossimi anni.

Tuttavia, si prevede di non concessionare nuove emittenti OUC, in particolare di regione linguistica. Per questo ampliamento il Consiglio federale punta sulla radio digitale (cfr. pubblica gara del secondo Multiplex DAB per la Svizzera tedesca il 15 agosto 2006).

• Dato che attualmente sono in corso prove di digitalizzazione della banda di frequenza OUC

che promettono successo a medio termine, il Consiglio federale ha obbligato le autorità di pianificazione a economizzare frequenze e a rinunciare a misure che potrebbero compromettere una futura digitalizzazione.